Klose nel mirino: Hoeness lo attacca, Bierhoff lo difende

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Miroslav Klose è senza dubbio l’uomo in più di questa Lazio. Se con Reja il tedesco era importante, con Petkovic è fondamentale come punto di riferimento del 4-1-4-1.

Il centravanti tedesco ha già segnato 5 reti in campionato e una in Europa League contro il Mura, facendo meglio di dodici mesi fa. La fama del numero undici biancoceleste è arrivata anche oltre i confini nazionali raccogliendo consensi e plausi in tutta Europa.

Insieme agli apprezzamenti è arrivato anche un attacco diretto proveniente da colui che aveva scelto personalmente il bomber. Infatti, Uli Hoeness, presidente del Bayern (con cui Klose ha giocato dal 2007 al 2011), senza mezze misure ha detto in un’intervista: «Lui a soli 4 gol dal record di Gerd Muller? Sì, ma Muller ha segnato le sue reti contro Inghilterra, Francia e Italia. Miro invece le ha fatte contro nazionali come Liechtenstein». I 14 gol realizzati dal tedesco nelle fasi finali dei Mondiali (è secondo solo a Ronaldo) e il grande lavoro che il panzer fa per la squadra (dote di gran lunga più importante) smentiscono Hoeness.

Immediata è arrivata la risposta di Bierhoff, uno che di gol in carriera ne ha segnati e che ora è il team manager della nazionale tedesca, e non le ha mandate a dire al patron dei bavaresi: «Klose ha fatto tanto per il Bayern e merita la Nazionale. Le parole di Hoeness mi sono sembrate degli insulti e non va bene».

Mentre in Germania c’è chi accusa e chi difende Miro, in Italia i sostenitori della Lazio sanno bene da che parte schierarsi. Lo spirito di sacrificio, la forza e le reti a grappoli, tra cui quella indimenticabile nel derby di andata della scorsa stagione, hanno tramutato Miro in Mito. Non è la prima volta che Klose si trova in questa situazione. Infatti, dopo la rete di mano al Napoli annullata quando il tedesco ha confessato il fattaccio al direttore di gara, persino Blatter aveva incoronato la punta come un esempio per i giovani che si avvicinano al calcio. Di Canio e Zaccaria, giornalista dell’Ansa, invece, hanno messo in dubbio l’ammissione dell’attaccante che, secondo loro, sarebbe arrivata troppo in ritardo e solo per evitare una squalifica. Nonostante i pareri siano discordanti, il tedesco rappresenterà i colori biancocelesti insieme a Candreva, Cana, Lulic, Stankevicius e Onazi tutti impegnati nelle gare delle rispettive nazionali.

Antoniomaria Pietoso