Glory, Roma “arena” della finale

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Le più grandi stelle del fighting mondiale sono pronte a sfidarsi nella terza e ultima tappa della Glory World Series, in programma il 3 novembre prossimo al PalaLottomatica di Roma.

Il pubblico capitolino si scalda già le mani per sostenere l’atleta di casa, il campione del mondo Giorgio Petrosyan, che al suo debutto nella città eterna proverà ad aggiudicarsi i 300mila dollari destinati al vincitore della categoria 70 chili. Proprio lui, “l’armeno” azzurro, sarà la stella della manifestazione ma dovrà vedersela con atleti di assoluto spessore, a partire da Ky Hollenbeck.

L’originale e lussuosissima urna allestita a Montecarlo, presso il super yacht Andreas, ha infatti riservato come primo avversario dei quarti di finale un vero e proprio “killer”, imbattuto nel circuito di Glory con un record di 33 vittorie e 7 ko e considerato il massimo rappresentante del kickboxing americano nel mondo: «Grande rispetto per il mio avversario – ha dichiarato Petrosyan – ma ribadisco che mi sono preparato al meglio per questo appuntamento e punto a vincere il titolo».

In caso di vittoria Petrosyan affronterebbe in semifinale uno tra Albert Kraus e Sanny Dahlbeck, mentre nella parte bassa del tabellone le altre due sfide saranno Thomas-Van Roosmalen e Kiria-Beqiri. La formula prevede incontri di tre round della durata di 3 minuti ciascuno con la formula dell’eliminazione diretta, match da “dentro o fuori” che non potranno terminare in parità. Solo chi arriverà fino in fondo potrà mettere le mani sul ricco montepremi in palio.

Ai combattimenti per il titolo mondiale faranno da corollario emozionanti prestige match che vedranno alternarsi molti altri atleti di spessore nazionale: Giuseppe D’Amuri, Alessandro Campagna, Marco Re e volti conosciuti nell’ambiente del kickboxing romano quali Emanuele Raini, Riccardo Lecca e David Dolce. I match saranno trasmessi in diretta streaming sul sito www.gloryworldseries.com La presentazione stampa, venerdì 2 novembre, si terrà nella prestigiosa cornice di Terrazza Caffarelli in Campidoglio, dove – come da regola – per gli otto atleti ci saranno anche le verifiche del peso.

Diego Cappelli