Florenzi e Pjanic, i volti dell’altalena giallorossa

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A 72 ore dalla sconfitta nel derby, la Roma è tornata ad allenarsi ieri pomeriggio a Trigoria. Assenti i nazionali impegnati nelle amichevoli di metà settimana (Balzaretti, Bradley, Castan, Destro, Florenzi, Piris, Pjanic e Tachtsidis), ieri non hanno preso parte alla seduta neanche De Rossi e Osvaldo, mentre Totti, Stekelenburg e Lobont hanno svolto lavoro differenziato.

Non c’è stata, fuori dai cancelli, alcuna contestazione. I tifosi, che alla vigilia di Roma-Palermo avevano concesso un’ulteriore settimana di “pazienza” subordinata al risultato del derby, hanno scelto dunque la via dell’indifferenza, rimandando i fischi forse a lunedì sera, quando la Roma affronterà il Torino all’Olimpico. A inquietare i sostenitori giallorossi, al di là dell’umiliazione nella stracittadina, l’alternanza di risultati e prestazioni messa in mostra dalla squadra in questo inizio di stagione, che forma il paio con le parabole contrapposte di alcuni calciatori, specchio di un campionato pieno di contraddizioni.

Due su tutti, Pjanic e Florenzi, mai così distanti dal punto di vista della fortuna personale. Il secondo, fresco di convocazione in Nazionale maggiore, l’altro ieri ha ringraziato Zeman per averlo valorizzato in questo avvio di campionato e, fra tutti i componenti della rosa giallorossa, sembra l’unico ad aver assimilato i dettami del tecnico boemo. Undici le sue presenze da inizio campionato, come le gare disputate sul campo dalla Roma, che gli sono valse, assieme con la corsa e l’abnegazione dimostrata, un posto nel ritiro di Parma.

Meno fortunata invece, per non dire di peggio, la stagione di Miralem Pjanic. Il bosniaco, dopo la parentesi Luis Enrique, pensava di aver trovato finalmente la propria dimensione nello scacchiere di Zeman, che durante il ritiro estivo aveva puntato forte su di lui. Non appena iniziato il campionato, però, Pjanic si è trovato di colpo relegato in panchina: troppo lento per fare l’intermedio, il tecnico boemo lo vede come sostituto di Totti in attacco, anche se le sue doti migliori sono quelle di trequartista, ruolo non previsto nel 4-3-3 zemaniano.

Per questo, lo sfogo di Pjanic dopo l’inutile gol nel derby (ha imprecato in bosniaco, probabilmente all’indirizzo dell’allenatore) è solo la punta di un malessere che si conta in sole 6 presenze da inizio stagione con 252 minuti giocati. Lunedì sera contro il Torino, con le assenze per squalifica di De Rossi e Tachtsidis, troverà probabilmente spazio da titolare. Per lui un’occasione per mettersi in mostra, per la Roma l’ennesima gara da dentro o fuori.

Vincenzo Nastasi