Klose fa volare la Lazio, l\’Inter resta al palo

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Una Lazio attenta, cinica e caparbia supera di misura un’Inter bella solo per quindi minuti. A decidere il match è il solito Miroslav Klose, ma entrambe le squadre protestano per la mancata concessione di un penalty, tutti e due apparsi molto evidenti. I capitolini meritano la vittoria specie per quanto prodotto nella prima frazione, totalmente di stampo biancoceleste.

Hernanes e Ledesma dominano al centro, mentre sulle fasce il lavoro degli esterni costringe agli straordinari i terzini nerazzurri. I lombardi soffrono il pressing alto e la fisicità avversaria. I capitolini fanno tutto bene, ma pungono poco negli ultimi venti metri. Stramaccioni si fa sentire nell’intervallo e i milanesi escono trasformati nella ripresa.

L’ex tecnico delle giovanili della Roma inserisce Palacio al fianco di Cassano e Milito, passando al 4-3-3. Il cambio di modulo nerazzurro viene mal digerito dalla Lazio che arretra e permette all’avversario di crescere e di sfiorare il vantaggio tra il 21’ e il 27’. Guarin e Cassano vengono fermati solo dal palo, mentre su Nagatomo si supera Marchetti. I pericoli corsi scuotono i capitolini che escono dal torpore e tornano a mettere sotto l’avversario.

Klose vuole finalmente sbloccarsi contro i nerazzurri (0 gol nei quattro precedenti), ma il tedesco fallisce tre occasioni nell’arco di due minuti. Il numero undici biancoceleste, però, al 37’ fa esplodere l’Olimpico, quando sulla perfetta verticalizzazione di Mauri, con un destro incrociato non lascia scampo a Handanovic.

Il tedesco, in preda ai crampi, esce poco dopo ricevendo la standing ovation dell’intero stadio. L’Inter prova l’assalto finale, ma la muraglia biancoceleste regge bene e ora la Lazio si ritrova a un solo punto dai nerazzurri e può veramente sognare in grande.

Mauri si è sbilanciato nel post partita: «Scudetto? Dobbiamo migliorare con le piccole e in trasferta. Se riuscissimo a fare questi progressi allora…». Più pacato Petkovic: «Se giochiamo come con l’Inter possiamo finire tra le prime tre. Dopo le vacanze di Natale saremo più freschi e più forti. Dipendenti da Klose? Le grandi squadre hanno bisogno di grandi calciatori».

Antoniomaria Pietoso