Rimonta vincente: la Lazio supera il Cagliari

0
23

«Non è mai facile dopo la sosta natalizia. Il Cagliari ci ha impensierito e messo in difficoltà, ma siamo stati bravi a vincere soffrendo. Dove possiamo arrivare? Credo lontano, siamo un bellissimo gruppo e fare la corsa solo su noi stessi. La strada è lunga». A parlare così è Antonio Candreva che con il suo penalty ha regalato il successo alla Lazio sul Cagliari.

I biancocelesti sono apparsi meno brillanti del solito davanti ai sardi venuti all’Olimpico in formazione rimaneggiata, ma a giocarsela a viso aperto. I capitolini colpiscono due legni con Hernanes e Radu, ma vanno sotto per la rete di Sau. A un quarto d’ora dalla fine arriva il pari in spaccata di Konko e a 5’ dal termine l’episodio incriminato che decide il match: Mauri pesca Klose che supera Agazzi con un pallonetto, la palla esce, ma il portiere stende l’attaccante e il direttore di gara indica il dischetto.

La squadra di Pulga protesta e resta in nove per le espulsioni di Agazzi e Cossu, ma Candreva non si lascia deconcentrare e realizza il rigore che regala la conferma del secondo posto ai capitolini che eguagliano il record di punti della Lazio del secondo scudetto (1999/2000 con Eriksson in panchina).

Petkovic si gode questo ennesimo traguardo, ma guarda avanti: «Siamo stati meno brillanti del solito ma alla fine con la testa e il carattere abbiamo ottenuto la vittoria. Oggi abbiamo rischiato giocando molto offensivamente ed è andata bene. Dobbiamo migliorare nel possesso di palla e nella velocità di esecuzione. Juventus? Giusto guardare avanti e non dietro, siamo una grande squadra con un bel gruppo».

Il tecnico si lascia andare anche aduna battuta sul mercato quando gli viene chiesto se Lampard sia un reale obiettivo: «Chi? (ride, ndr) Questa sera ha giocato con il Chelsea».

La notte dell’Olimpico è stata rovinata da qualche coro e ululato razzista rivolto a Ibarbo anche se proveniente da una sparuta minoranza di spettatori. Sull’argomento ha tuonato il presidente Lotito: «La Lazio viene additata come una società razzista quando invece non lo è. Purtroppo non possiamo controllare l’atteggiamento dei singoli tifosi, perché non si può criminalizzare un’intera tifoseria per il comportamento di poche decine di persone. Io ho fatto una grande opera di prevenzione e posso dire che la nostra tifoseria è molto cambiata da quando sono diventato presidente, ma non possiamo mettere un poliziotto ogni tifoso per controllare tutti e 30 mila gli spettatori».

Infine c’è chi stasera si è preso una grande rivincita come Federico Marchetti ex dal dente avvelenato arrivato alla Lazio dopo un anno da “esodato” in rossoblu: «La parata su Nainggolan? Mi ha aiutato l’anno fuori rosa (ride ndr), l’ho ipnotizzato. Nazionale? Non siamo usciti dai mondiali nel 2010 per causa mia, spero un giorno di tornarci».

Antoniomaria Pietoso