«È una questione di consapevolezza»

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A volte le belle storie si ripetono… È successo a Roma, sul campo dello stadio Olimpico, dove, davanti a 57.457 spettatori, l’Italia di coach Jacques Brunel ha bissato l’impresa fatta due anni prima, battendo la Francia per 23-18 nell’esordio del Sei Nazioni 2013. Un successo che porta l’Italia al nono posto del ranking mondiale superando il Galles.

«Desastre Romain episode 2» titolava a fine gara il sito internet dell’Equipe, e un titolo che è la sintesi perfetta di quanto visto in campo. Perchè, a differenza del 2011, la Francia si presentava a Roma da vice-campione del Mondo e con la voglia di vendicare “l’onta del Flaminio”.

Questa volta però Capitan Pape e compagni si sono trovati di fronte un’Italia quanto mai determinata, che non a caso ha condotto il risultato per 51 minuti e che ha avuto il 54% del possesso dell’ovale. Merito della vittoria è in parte della mentalità che Jacques Brunel ha saputo dare ai ragazzi, ma soprattutto di un Luciano Orquera perfetto nella gestione della squadra, con 10 punti all’attivo e il titolo di man of the match, e poi di un Sergio Parisse a livelli stellari, che ha aperto le marcature dopo appena 5’. A concludere l’opera una meta di Martin Castrogiovanni e un drop di Burton. E ovviamente a fine partita tutti a festeggiare il “Trofeo Garibaldi”.

Tra i più felici per questo successo il “Barone” Andrea Lo Cicero. 99 cap per lui e il record di Troncon (101) che si avvicina match dopo match. «Per me era una gara importante per tre motivi – spiega “Il barone” -, primo perchè era la 99° partita, poi perchè io gioco in un club francese, e il terzo perchè non giocavo da due mesi. Sono contento perchè sto bene e posso dare il mio contributo alla squadra. Noi siamo un gruppo che sta lavorando per creare qualcosa con uno staff che ci stimola sempre di più. Dobbiamo solo andare avanti, questa è la cosa più importante. Con Brunel non è una questione di mentalità, ma di consapevolezza ». Ma la testa adesso è tutta proiettata a sabato, quando capitan Parisse e compagni scenderanno in Scozia per provare a fare il bis in questo Torneo 2013.

«A Murrayfield non sarà semplice – termina Lo Cicero -. Giocheremo in uno stadio importante, contro una squadra che, anche se è in difficoltà, in campo dà sempre il massimo». A proposito di cap, la domenica del rugby si era aperta con la consegna del “cappellino simbolico” ai giocatori che hanno vestito la maglia azzurra. In platea anche Silvano Tartaglini che, nato il 6 gennaio 1928 a Roma, è il più anziano azzurro ancora in vita. Giusto una nota statistica: l’Italia solo nel 2000 e nel 2003 su 13 anni di torneo conquistò i 2 punti nella prima giornata del Sei Nazioni, e quindi andò in testa alla classifica. Ma poi perse sempre nella 2° giornata. Questa volta sognare quota 4 non appare un’utopia!

Paolo Pizzi