SS Lazio, Dov’è finita la truppa invincibile di Petkovic?

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Chiediamo scusa a tutti per la prestazione, questa non era la vera Lazio». Le parole di Petkovic nel post partita di Siena fotografano il momento dei biancocelesti, che sono incappati nella settima sconfitta stagionale senza mai essere realmente in partita. Non è un momento brillante per i capitolini che non vincono da cinque turni e hanno perso tre delle ultime quattro partite.

Un calo arrivato forse nel momento meno opportuno della stagione. Infatti, domani la Lazio ospiterà all’Olimpico il Borussia Moenchengladbach dopo il prezioso 3-3 ottenuto in Germania e non bisogna mollare la presa: gli ottavi di finale sono a portata di mano. A Siena ha un po’ deluso anche Petkovic, finora praticamente perfetto, che ha lasciato tutti perplessi con la scelta del 3-5-2 con Gonzalez in cabina di regia e Kozak affiancato a Floccari.

L’uruguaiano ha faticato troppo nella costruzione del gioco, la difesa non è sembrata sicura crollando sotto i colpi di Emeghara e Rosina e in avanti i due attaccanti sono finiti per pestarsi i piedi.

Curiosa la storia di Kozak che in Europa è un autentico trascinatore, ben sette reti messe a segno compresa la provvidenziale doppietta firmata al Borussia Park, mentre in Italia fatica terribilmente contro le difese schierate e attente della massima serie. Sicuramente hanno pesato le assenze di Radu, Mauri, Ledesma e Klose, praticamente tutta l’ossatura della squadra, ma è normale che i tifosi si chiedano se la vera Lazio sia quella bella spumeggiante che ha spaventato il Napoli e battuto la Juventus, oppure quella confusa e impacciata vista lunedì sera al Franchi.

La squadra ha sempre reagito e risposto per le rime dopo le brutte cadute, come i ko a Napoli e a Catania, ed è bene che si torni presto a vincere perché la corsa al terzo posto si è fatta complicata con Milan, Inter e Fiorentina che hanno l’alito sul collo dei biancocelesti e sono pronti a non lasciarsi sfuggire l’occasione per addentare la preda. Fondamentale sarà il recupero di Ederson e l’inserimento dei nuovi Pereirinha e Saha che ancora devono mostrare il loro valore, ma più di tutto Petkovic deve ritrovare la squadra che per quattro mesi ha fatto sognare la tifoseria biancoceleste perché, usando l’espressione di una famosa pubblicità, “Nothing is impossible”. Infine brutte notizie arrivano dal torneo di Viareggio dove la compagine di Bollini ha ceduto 5-4 ai rigori (0-0 nei 90’ regolamentari) contro l’Anderlecht, decisivi gli errori di Silvagni e Pollace. 

Antoniomaria Pietoso