Zingaretti e il progetto degli striscioni “positivi” negli stadi

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«Il progetto lanciato da Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio, di affidare alla realizzazione dei ragazzi e delle ragazze delle scuole striscioni dai contenuti “positivi’’ da attaccare in curva durante le partite di calcio, è efficace e da sostenere. Non a caso ha raccolto immediatamente l’adesione della Figc e dell’assessore allo Sport e alla Qualità del Comune di Roma Luca Pancalli».

Lo dichiara in una nota Valeria Baglio, presidente della commissione Scuola di Roma Capitale. Per Baglio «la consapevolezza che la battaglia di civiltà contro il razzismo e la violenza, nello sport e non solo, deve coinvolgere i giovani come protagonisti e portatori di valori sani, trova con questa idea un veicolo per tradursi in dibattito e riflessione condivisa nelle aule scolastiche, per poi essere testimonianza concreta negli stadi».

«I ragazzi e le ragazze, con il coinvolgimento del corpo docente – conclude il presidente della commissione Scuola – possono diventare così i fautori di un “terzo tempo” tra tifoserie, un baluardo non solo simbolico di ironia e sfottò contro la barbarie della violenza, un modo di stare allo stadio non succubi della prevaricazione di pochi. Lavoreremo nella commissione Scuola per dare il nostro fattivo impulso alla messa in opera di questo progetto, in modo da renderlo operativo nel più breve tempo possibile».

E proprio in mattinata si era espresso Pancalli sottolineando: «E’ una straordinaria idea, sono convinto che 50 persone sanno zittire interi settori». Pancalli aveva anche ricordato la tragedia di Gabriele Sandri, al premio di letteratura calcistica a lui intitolato, facendo riferimento alla Fondazione gestita dal fratello Cristiano.

«Abbiamo parlato a lungo in assessorato – ha detto Pancalli – per capire come ampliare il messaggio positivo e gli obiettivi della Fondazione stessa. Mi sono sempre chiesto, prima di tutto da cittadino e genitore, poi da uomo di sport, come si potesse uscire da un evento così  drammatico come la morte di un figlio».

«La famiglia Sandri – ha concluso – continua a essere una fonte inesauribile di insegnamenti e straordinario coraggio, trasformando una tragedia in una occasione di impegno e aiuto verso gli altri». Insomma dallo sport, dal calcio in maniera particolare, ci si aspetta un messaggio positivo. (Fonte Dire)

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