La maledizione degli ex: Roma attenta ora a Daniele Conti

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As Roma, la disperazione di Ljajic nella gara contro il Sassuolo

Quante volte al tifoso giallorosso medio è parso che allenatori e calciatori, che hanno vestito la maglia della Roma, dessero qualcosa in più contro la loro ex squadra? La Roma e la “maledizione degli ex” però non è soltanto il leit motiv del supporter insoddisfatto.

Basti pensare alle ultime due giornate di campionato: la Roma dei record, quella delle dieci vittorie consecutive (ottenute battendo, tra le altre, Lazio, Inter e Napoli), si è fermata per ben due volte dinanzi a compagini modeste, ma capaci di bloccare la truppa di Garcia che non è andata oltre l’uno a uno.

Le assenze (di Totti e Gervinho) hanno sicuramente fatto la loro parte, ma il dato statistico è evidente. Alessio Cerci – nato a Velletri ma cresciuto a Valmontone, quattro stagioni complessive nella Roma – ha aspettato il 3 novembre scorso per segnare il suo primo gol contro la sua ex squadra e decretare così il primo stop della stagione giallorossa.

Dopo di lui, è stato il turno di Eusebio Di Francesco. L’allenatore del Sassuolo, che con la Roma ha vinto lo scudetto del 2001, si è giocato la partita dell’Olimpico a viso aperto e ha punito senza rimorsi la squadra nella quale ha totalizzato 101 presenze e 14 reti.

Corsi e ricorsi storici dunque, soprattutto alla vigilia (un po’ lontana a dire il vero) della sfida contro il Cagliari del prossimo 25 novembre.

Dopo la sosta per le nazionali infatti, la Roma ospiterà i sardi, ma soprattutto una delle sue bestie nere: Daniele Conti. Il figlio di “Brunetto” ha militato in prima squadra solo dal 1996 al 1999.

Dopo la sua partenza per Cagliari (dove è diventato un idolo, oltre che capitano dei rossoblu), non è più tornato, ma contro la Roma ha un conto aperto. Per lui, cinque gol contro i giallorossi e più di qualche coro da parte della Sud.

(Foto Roberto Tedeschi)

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