AS Roma, la verità sul goal fantasma di Astori in Udinese-Roma

La rete decisiva di ieri del difensore, che ha dato tre punti fondamentali ai giallorossi, è stata analizzata ai raggi X da ogni angolazione

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Quando un episodio rischia di “falsare” una stagione: ce ne sono stati tantissimi, troppi, nella storia del calcio, tra rigori dubbi, dati o non dati, goal regolari annullati e altri irregolari invece concessi, espulsioni esagerate, arbitri condizionati e chi più ne ha più ne metta. Quello di ieri a Udine però, accaduto durante Udinese-Roma delle 12.30, farà parlare tantissimo di se. Sia in ottica campionato che in quella dell’introduzione della tecnologia come supporto agli arbitri.

IL FATTO – Al 17′ del primo tempo Totti crossa, su punizione, in area per il colpo di testa del difensore Astori (che proprio oggi compie 28 anni): il pallone si dirige spedito verso lo specchio difeso dall’immobile Karnezis, colpisce la traversa, tocca terra nei pressi della linea di porta e schizza via verso le braccia dell’estremo difensore friulano. Il guardalinee e l’assistente di porta hanno segnalato all’arbitro che non si trattava di gol, mentre il direttore di gara Marco Guida ha autonomamente indicato il centro del campo, concedendo la rete del vantaggio alla Roma tra le proteste di calciatori, staff e tifosi avversari e le mille polemiche mediatiche. La domanda è: gol o non gol?

LE VALUTAZIONI – L’episodio è stato trasmesso in tv da tutte le angolazioni possibili: l’impressione è che la palla, nel momento in cui tocca terra, abbia oltrepassato completamente (anche se di poco) la linea di porta e che, di conseguenza, il goal sia regolare. Telecamera in grandangolo, ad altezza palo o in altri modi il risultato è lo stesso, sia con immagini al rallentatore che a velocità naturale. Qualche dubbio, in effetti, potrebbe nascere se ci si affida in particolare all’inquadratura sulla linea del palo destro della porta di Karnezis, ma basta analizzare meglio la scena, mandare più volte avanti e indietro il video e concentrarsi sull’esatto punto di contatto tra l’erba e la palla. I dubbi a quel punto svaniscono. Questo gol, che ha dato la vittoria della partita alla Roma e scatenato una bufera inenarrabile, fa riflettere su parecchi punti: il primo è che gli arbitri di porta, a questo punto, sono inutili. Il secondo è che la tecnologia in campo, soprattutto nei goal fantasma, va applicata di corsa, per evitare discussioni infinite (c’è già l’ok per la stagione 2015/16). Terzo, che obiettivamente c’è un diverso trattamento tra le squadre con situazioni analoghe: la Roma è stata accusata di venir favorita dagli arbitri e di veder premiato il suo “pianto” per un goal inizialmente molto dubbio e di difficilissima valutazione, la “solita” Juventus in Milan-Juve del lontano 2 dicembre 2012 veniva difesa a spada tratta, spingendo sull’errore di valutazione di arbitro e guardalinee, per un incredibile goal non concesso al centrocampista del Milan Sulley Muntari, il quale mandava il pallone di testa un metro e mezzo oltre la linea prima che il portiere Buffon lo respingesse fuori. Prima di parlare, dunque, sarebbe meglio farsi un esame di coscienza. Tutti.

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