Stadio della Roma, Codacons: «L’ultima parola spetta alla magistratura, non a Pallotta» 

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L’ultima parola sullo stadio della Roma non spetta a Pallotta ma, con ogni probabilità, alla magistratura. Lo afferma il Codacons, contestando le dichiarazioni odierne del presidente della Roma.
«Aspettiamo che il progetto definitivo venga presentato dal Campidoglio e poi lo valuteremo sul piano ambientale e legale – spiega l’associazione – I pareri fin qui emessi dagli enti preposti lasciano intendere che l’area di Tor di Valle non abbia i requisiti per ospitare l’impianto, a causa della incompatibilità ambientale. Questo porterà con ogni probabilità a ricorsi in tribunale, con i giudici che dovranno pronunciarsi non solo sul nuovo progetto, ma anche sull’operato dell’amministrazione».
«Riteniamo quindi del tutto fuori luogo le affermazioni di Pallotta, perché ad oggi appare obiettivamente impossibile la realizzazione dell’opera a Tor di Valle – prosegue il Codacons – In ogni caso sul nuovo progetto dello stadio andranno acquisiti i pareri di legge aggiornati, compresi quelli ambientali, che dovranno essere presentati alla conferenza dei servizi. Non sarà quindi possibile chiudere la vicenda entro il 5 aprile e se la Conferenza dei servizi dovesse fingere di non trovarsi di fronte ad un progetto nuovo e completamente diverso dal precedente, sarà inevitabile il ricorso al Tar del Lazio per sospendere qualsiasi decisione sull’opera».