Rugby, la rinascita di Mirco Bergamasco: l’infortunio è alle spalle

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Rugby, Mirco Bergamasco riparte dal Rovigo e sogna di tornare in Nazionale

È ricominciata da Rovigo e alla grande la carriera rugbistica di Mirco Bergamasco. Il tre quarti centro/ala si è lasciato ormai alle spalle l’infortunio subito al ginocchio un anno fa (il 24 novembre nel match tra l’Italia e l’Australia), ed è tornato in campo più forte di prima nel fisico e nella testa. Sfoggia un look da perfetto uomo “Movember”, un baffo come lo definisce lui “diverso dal solito” e dal forte messaggio sociale, fatto dallo zio esperto hair stylist.

Come sta adesso?
«Sto bene, non ho nessun problema, ho recuperato al cento per cento la condizione fisica. Ho cominciato ad allenarmi a fine luglio con il Rovigo, mi sono preparato con la squadra sin dal primo giorno, anzi forse ho fatto qualche seduta di lavoro in più. Nel male sono stato fortunato, perchè mi sono rotto un osso e non un legamento, e così ho potuto ritrovare dopo mesi di riabilitazione con otto ore di lavoro al giorno la totale mobilità dell’arto. Ho provato a recuperare in 4-5 mesi, ma sarei dovuto rientrare a stagione ormai avviata, con squadre ben consolidate, così ho preferito fare con calma, allungare i tempi, ma tornare più forte di prima».

Come si trova a Rovigo?
«Mi trovo bene, la città e i dintorni li conosco benissimo, visto che i miei genitori sono a Padova, il Rovigo è il club dove giocava mio padre. In pratica mi sento come a casa. Non potevo scegliere una società migliore per ripartire dopo un anno difficile, qui si respira il rugby vero, c’è una bella atmosfera e si vivono emozioni forti».

Pensa di tornare a giocare in un club straniero?
«Non metto limiti, ma se resto in Italia mi va benissimo, e se poi dovesse arrivare una chiamata dall’estero la valuterò. Penso di avere ancora più di qualche anno a disposizione per giocare – ad alti livelli aggiungiamo noi – e la voglia è tanta».

Come trova il massimo campionato italiano?
«Ricco di sorprese, non me lo aspettavo perchè mi ero fatto influenzare da quanto leggevo sui giornali. E invece ho trovato molti giocatori di talento che meritano di essere conosciuti. C’è un livello alto. Questo campionato ha voglia di espandersi, di avere visibilità e sarebbe giusto e importante dargliene ancora di più».

Qual è l’avversario più temibile di questa stagione?
«Il nostro obiettivo è provare a vincere campionato e coppa Italia, non c’è un avversario che temiamo in particolar modo, giochiamo partita dopo partita, e contro tutte le formazioni cerchiamo di avere lo stesso approccio. Certo studiamo l’avversario e le sue caratteristiche, ma indipendentemente dalla classifica scendiamo in campo sempre con la stessa volontà, voglia e ritmo. Ed è tutto più facile se giochiamo come sappiamo e con l’esperienza che abbiamo».

Cosa pensa del rugby romano e quindi di Lazio, Capitolina e Fiamme Oro?
«Sono tre realtà diverse e per essere in Eccellenza hanno fatto un grande lavoro. La Capitolina lavora molto con i giovani, per portali ad alti livelli e questo è importante per il rugby. La Lazio è una presenza stabile e può dire la sua, così come le Fiamme Oro, che hanno un effettivo ampio e di qualità. Tutte e tre lottano per affermarsi e per vincere i derby che per loro sono davvero tanti in questa stagione. E a me va bene perchè così vengo a Roma almeno tre volte l’anno per giocare, è una città davvero molto bella».

Spera di tornare in Nazionale al più presto?
«Non mi aspetto nulla, ma non posso negare che vorrei indossare di nuovo la maglia azzurra. Gli obiettivi principali ora sono quelli con il club, però è questo lavoro con la società che mi dà l’opportunità di mettermi in luce e di poter vestire la maglia dell’Italia. Ma è ovvio che per me parlerà il campo, io mi alleno e lavoro sempre di più per dare il massimo e per giocarmi le mie chance».

Come è stata l’esperienza a “Ballando con le stelle”?
«Mi sono divertito. All’inizio ero un po’ legato, ma poi mi sono sciolto e così oltre ai passi ho iniziato a divertirmi, proprio come mi avevano consigliato mia moglie Ati Safavi e la maestra di ballo Nancy Berti. Ovvio prima di entrare in scena avevo la stessa adrenalina come prima di entrare in campo, poi mi sono detto “o la va o la spacca”. È vero che era un gioco e così andava preso, ma io sono anche molto competitivo e volevo fare una bella figura».

Sogni e obiettivi da realizzare a breve termine?
«Nel rugby vincere campionato e Coppa Italia con il Rovigo, e poi con mia moglie abbiamo due progetti da realizzare uno nel campo della ristorazione e uno nel cinema. Due passioni non nate a caso: l’alimentazione è sempre importante per uno sportivo, mia moglie invece è una sceneggiatrice e attrice».

E se tutto gli riesce bene come ha dimostrato nel rugby e nell’esibizione di ballo, allora anche nella ristorazione e nel cinema andrà in meta!

(Foto Delta Rovigo – per gentile concessione)

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