Coppa Italia, vince la Juve. Lazio a testa alta. Che show all’Olimpico

Grande atmosfera allo stadio, scenografie emozionanti, tifo costante con applausi da parte di tutti. Un’altra finale rispetto a quella di un anno fa. Peccato che nessuno abbia ricordato Ciro Esposito

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Una finale di Coppa Italia bella, intensa e combattuta con Juventus e Lazio che si sono date battaglia per 120 minuti. Alla fine il doppio palo ha fermato Djordjevic, mentre Matri ha trovato lo spiraglio giusto battendo Berisha.

IN CAMPO – All’indomani resta la gioia dei sostenitori bianconeri che dopo 20 anni hanno rialzato al cielo il trofeo. Dall’altra parte c’è la delusione biancoceleste, con la Lazio a lunghi tratti padrona del campo, ma anche l’orgoglio per essersi giocata la finale a testa alta contro la squadra più forte d’Italia.

ATMOSFERA – La grande atmosfera dell’Olimpico, gremito in ogni ordine di posto, ha vissuto il clou nella premiazione. Applausi scroscianti per la squadra di Pioli da parte di tutto l’impianto compresi i 30mila sostenitori bianconeri. Un momento di fair play in un periodo delicato del calcio italiano, sconvolto da incidenti e calcioscommesse. Una serata quasi magica completamente diversa rispetto a dodici mesi fa.

LA MORTE DI CIRO – È passato solo un anno dalla finale dello scorso anno tra Napoli e Fiorentina sconvolta dal ferimento di Ciro Esposito. Il tifoso partenopeo morì dopo mesi di agonia e il processo è ancora in corso per accertare le responsabilità. L’ambiente all’Olimpico non era di certo sereno come quello di ieri sera. Napoli e Fiorentina decisero di giocare solo dopo aver parlato con le rispettive tifoserie.

Nulla a che vedere con questa finale Juventus-Lazio. Scenografie emozionanti, ma soprattutto il tifo costante per i propri beniamini per tutti i 120 minuti. Se nel 2014 aveva vinto la violenza, ieri a trionfare è stato il calcio, ma quello vero. Peccato che nessuno abbia pensato a un minuto di silenzio per ricordare Ciro.

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