Passo falso della Virtus: con Cantù sbagliati possessi e rimbalzi

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Lorenzo D'Ercole in azione per la Virtus Roma

Arriva la seconda sconfitta sul fil di sirena per l’Acea Virtus Roma. Contro Cantù non sono bastati i 40 minuti regolamentari per assegnare i due punti, e gli ospiti che si sono imposti per 82-80 dopo un tempo supplementare.

Un passo falso che va analizzato su alcuni dati particolari. Sul risultato hanno infatti pesato molto i cinque punti che la formazione romana ha subito proprio sul suono della sirena, con il canestro da due punti segnato da Ragland al termine del secondo quarto e la tripla di Gentile al termine del terzo.

Altro punto debole nella giornata della Virtus è stata la battaglia al rimbalzo, dove i lunghi di Dalmonte hanno sofferto la maggiore fisicità dei canturini, che hanno chiuso i 45 minuti di gioco con ben 15 rimbalzi in più, 46 contro i 31 dei rivali.

Nonostante questo Roma ha avuto la possibilità di conquistare la vittoria, occasione non sfruttata con Quinton Hosley, che con in mano la palla del pari, ha cercato una conclusione fuori ritmo, non trovando la via del canestro.

Proprio la capacità della squadra di rimanere in partita è stata la nota migliore sottolineata da coach Dalmonte, in vista del prossimo impegno, mercoledì a Saragozza per la quarta sfida di Eurocup.

«Avessimo gestito meglio gli ultimi possessi dei quarti staremo parlando di una partita diversa – ha commentato Luca Dalmonte -. Dobbiamo fare un mea culpa in modo importante. Aver concesso 16 rimbalzi offensivi a Cantù ci ha condannato. Gestione possessi e rimbalzi hanno deciso la gara».

«Questa partita deve servirci come lezione – ha concluso -. Non possiamo essere depressi, ma avere la giusta forza per analizzare gli errori. Giocare punto a punto con 15 rimbalzi in meno significa avere fatto la partita, e questo è il lato positivo».

(Foto Roberto Tedeschi)

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