Se non ora quando? Le donne dicono basta

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È nata come uno tsunami la manifestazione “Se non ora, quando” che avrà luogo il 13 febbraio in tutte le città d’Italia. A Roma appuntamento alle 14 a piazza del Popolo e sulla terrazza del Pincio. È  nata da donne che studiano, lavorano, si sacrificano e lottano quotidianamente per riuscire ad affermarsi senza veder calpestata propria dignità. E’ nata per ribellarsi all’Italia dei "bunga bunga", alla mercificazione della donna, alla sua rappresentazione su giornali, televisioni e pubblicità come mero oggetto di scambio sessuale.

Sembrava una provocazione come tante e invece, pian piano e attraverso il tam tam mediatico di giornali, siti internet e social network, si è ampliata, trascinando con sé numerosi consensi e importanti adesioni: il segretario della Cgil Susanna Camusso, le scrittrici Silvia Avallone, Valeria Parrella e Michela Murgia, le attrici Margherita Buy e Laura Morante, le parlamentari Livia Turco, Giulia Bongiorno e Flavia Perina, il direttore de l'Unità Concita De Gregorio.

Tutte insieme per dire basta a "una cultura diffusa che – affermano le promotrici – propone alle giovani generazioni di raggiungere mete scintillanti e facili guadagni offrendo bellezza e intelligenza al potente di turno, disposto a sua volta a scambiarle con risorse e ruoli pubblici". L’ondata è cresciuta e domenica si riverserà nelle piazze di tutte le città d’Italia, chiedendo a gran voce di difendere la dignità della donna. Del resto, “se non ora, quando”? 


 

Alessandro Depetro