Una mostra per Audrey Hepburn: diva, mamma e ambasciatrice Unicef

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Audrey Hepburn tra set e vicoli di Roma tempestati di sanpietrini, a spasso coi figli o in pausa nei giardini di Cinecittà. Sempre bella, anche nei momenti più spontanei e rubati dai paparazzi alla quotidianità. La raccontano i circa 140 scatti dell'attesa mostra "Audrey a Roma", evento omaggio alla grande attrice che nel 1987 divenne ambasciatrice dell'Unicef. A presentarla oggi in conferenza stampa, presso la sala Santa Rita, l'assessore alla Cultura di Roma Capitale Dino Gasperini, del secondo figlio dell'attrice Luca Dotti (avuto dal secondo marito, Andrea Dotti) che con Ludovica Damiani ha curato la mostra, e Roberto Sarvanni direttore generale dell'Unicef.

"E' una mostra doverosa – commenta Gasperini – che finalmente racconta della grande Audrey e del suo legame profondo con Roma, attraverso immagini delle serate mondane e dai set dei film, ma anche della sua vita più intima trascorsa nella capitale, attraverso un repertorio straordinario di foto d'archivio. E' il racconto di una parte di Roma imbevuta della storia del cinema di quegli anni, un rapporto che continua ancora oggi. Rendiamo omaggio ad una grande artista, ma anche ad una donna straordinaria impegnata. E infatti una parte del biglietto sarà devoluto all'Unicef". A tal proposito, Desirè Colapietro ha illustrato le iniziative del club Amici di Audray per l'Unicef, che attraverso donazioni raccoglie fondi da destinare all'assistenza per l'infanzia.

"La mostra ripercorre tre decenni di Audrey Hepburn a Roma – racconta Ludovica Damiani – Gli anni '50 sono caratterizzati dalla presenza a Cinecittà, nella lavorazione dei suoi tre film romani, Vacanza romane, Guerra e Pace e La storia di una monaca. Gli anni '60 celebrano la Audrey icona, esempio di stile femminile. Gli anni '70 sono quelli di una vita lontana dai seti, passati a Roma come una signora semplice inseguita dal solito paparazzo. La tipologia dei quasi 140 scatti e' molto particolare: sfido chiunque a trovare Audrau brutta, ma sono scatti diversi, quasi rubati, istantanee spontanee, naturali, in cui c'e' un lato inedito per i nostri occhi. Ma quello che emerge e' lo stile, che si ritrova esattamente in tutti questi momenti. Sia nell'ufficialità dei flash mondani, sia mentre fa la spesa". In mostra anche oggetti personali di Audrey abbinati alle immagini.

"Era una macchina da guerra – racconta Luca Dotti – una macchina da corsa che non si fermava mai. Recitare era una passione, ma era anche una parte minima della sua vita. Diventare mamma fu un impegno altrettanto importante. Con l'Unicef riuscì a unire le due cose: seguì il cuore e la sua passione per i bambini, e tornò sul set per promuovere progetti di lotta alla malnutrizione infantile. Questa mostra vuole restituire tutte le tre storie di Audrey, l'attrice, la mamma e l'ambasciatrice". E chiude Luca Dotti: "Ringrazio mamma perche il ricordo del suo sorriso apre ancora tantissime porte".