The Bone Machine, la diabolica perversione del rock’n’roll

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Rey Mysterio è conosciutissimo in Italia, specialmente presso i bambini, come superstar del mondo del wrestling statunitense, essendo entrato nel cuore degli appassionati del genere con acrobazie mozzafiato, agilità da vendere e, soprattutto, la sua sgargiante maschera che rende sconosciuto e, appunto, misterioso il suo volto. Ecco, immaginereste mai non uno, non due, ma addirittura tre Rey Mysterios(s) scatenarsi su un palcoscenico a suon di rock’n’roll? Difficile, ma affatto impossibile. The Bone Machine è l’originale progetto di Jack Cortese, Big-Daddy Rott e Black Macigno che muove i club italiani con un Rockabilly tipicamente anni ’50-’60-‘70, ispirato al periodo d’oro di Elvis Presley, Chuck Berry e tutto il panorama rock’n’roll a stelle e strisce, con testi in italiano di genere molto vario che spaziano tra alcool, zombie, sesso, inferno ed antireligione. La particolarità? I tre si esibiscono dal vivo con indosso tre maschere da “luchadores”, identiche a quella indossata dal wrestler messicano a migliaia di chilometri di distanza per il suo lavoro. “I nostri testi sono volutamente provocatori ed antireligiosi – dichiara Jack, voce e chitarra della band – nelle nostre canzoni l’orribile realtà e la macabra fantasia si incontrano. Non abbiamo mai partecipato a concorsi, e mai vi parteciperemo, perché li trovo inutili; alcuni sono addirittura a pagamento, mentre dovrebbero essere le band a venir pagate per suonare. A noi piace lo spirito del rock’n’roll, il resto lo lasciamo ai ‘famosi’ o presunti tali. Non amiamo la musica indie italiana, chi mente dicendo di aver fatto la gavetta e chi se la tira troppo, mentre preferiamo fare musica e provocare, buttare sangue e sudore nei palchi”. Sinceri e diretti, proprio come una 619!

The Bone Machine, formatisi nel 1999 come trio composto da batteria, contrabbasso e voce/chitarra,  hanno una discografia molto vasta: sono ben dieci i lavori in studio della band di Aprilia, tra demo, Ep e più corposi album, l’ultimo dei quali è risalente al 2010 (“Sottoterra”) su distribuzione Billy’s Bones Records. Numerose anche le tracce degli stessi inserite in compilations (come “Mad Fabricators” e “Rock Sound”) e le loro partecipazioni a festival, in Italia ed all’estero (Germania su tutte). C’è chi affermò in passato che il rock’n’roll sarebbe morto nel 1959: provate a dirlo davanti a loro…

                                                                                                                          Marco Reda

 

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