Stoner e orecchie sanguinanti: gli Electric SuperFuzz

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Un po’ di Nirvana, un po’ di Queens Of The Stone Age e Black Keys, un po’ di Beatles. Questi gli ingredienti principali degli Electric SuperFuzz, power-trio romano composto da Alessio, Dario e Domenico  ed attivo dal 2011. Energia è il primo fattore che scaturisce la loro musica, composta da quella “botta” ad impatto sicuro pur essendo priva di una pur minima linea di basso (line-up a due chitarre, due voci e batteria), che lascia poi ampio spazio all’orecchiabilità dei loro brani, che accarezzano le più disparate influenze, dalle linee vocali vicine a Josh Homme e, nelle armonizzazioni, al più famoso quartetto di Liverpool della storia, alle chitarre in pieno stile blues, rese più moderne grazie a potenti distorti, passando per ritmiche che strizzano l’occhio a quella che negli anni ’90 era la band che vedeva il leggendario Dave Grohl dietro le pelli. “Stiamo ultimando i lavori per un disco che uscirà tra poco –il breve commento di Domenico, già attivo in altre tre realtà del panorama undeground romano e non – e poi vogliamo suonare il più possibile”.

“Sicko Ep” è il nome del primo Ep in studio degli Electric SuperFuzz, in attesa del nuovo e più corposo lavoro dal titolo “How To Forget”, affidato alla coproduzione di Matteo Spinazzè. La copertina del primo “assaggio” di SuperFuzz mostra un cane che osserva una parte di gamba ricoperta di sangue e tranciata di netto da un corpo. Sicuramente colpa di una loro schitarrata, occhio (ed orecchio) ad andare ai loro concerti. La “pezza” è assicurata.

                                                                                                                  Marco Reda

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