“Stop The Violence”: the Easy reggae

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In mezzo a tanti progetti introspettivi e malinconici da una parte e socialmente utili dall’altra ci deve pur essere un qualcosa di puramente rilassante, che sia musica e basta, senza troppi fronzoli. Il reggae è forse il genere più adatto in questo senso. Sarà per quella forte sensazione di confusione e, allo stesso tempo, benessere scaturita da un qualcosa in particolare. E non si parla di accordi di chitarra… Sarà per un concetto di unione collettiva che trasmette. In ogni caso, è così. E gli Easy Rootssono tra i portabandiera veterani del raggamuffin. Da ormai otto anni, nei Castelli Romani se si parla di Reggae Music il primo nome che balza alla mente è il loro: GiuliettoMan, Bobbo, Jacopo, Pizzi, Andreaed Emanuelesono riusciti nel non semplice intento di costruirsi un pubblico, conquistandolo a suon di ritmi in levare ed esaltandolo con grande carisma nei live (quasi sempre SOLD OUT le loro “serate reggae” del panorama provinciale romano). L’alternanza vocale tra la voce pulita di Bobboe quella un po’ più “American Rap Style” di GiuliettoManè l’ arma in più del progetto, a differenziarsi dal classico ritmo trascinatore di un genere arrivato all’apice della propria fama con Bob Marley. “Vorremmo che il nostro nuovo disco sia ancor più soddisfacente del primo– dichiara il frontman GiuliettoManabbiamo in mente delle collaborazioni con una sezione di fiati, per rendere il nostro sound ancora più completo. In ogni caso cerchiamo di essere sempre originali nel nostro modo di fare musica, non disdegnando contaminazioni con altri generi e scrivendo testi di denuncia sociale, legati al nostro territorio e alle esperienze di vita di ognuno di noi. La nostra priorità resta quella di suonare per divertirci e divertire”.

Gli Easy Roots, nati nel 2005, hanno all’attivo l’album “Stop The Violence”, autoprodotto nel 2009, e come detto stanno lavorando al loro secondo disco, in uscita entro il 2012 e che prevede delle collaborazioni con importanti artisti della scena reggae italiana. Easy Rootsnuova frontiera del reggae tricolore? Parole grosse, ma è probabile che sia così, se continueranno su questa strada.

Marco Reda


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