Tv: Domenica su Rai1 “Il generale dei briganti” con Daniele Liotti

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Il ciclo di sceneggiati in costume realizzati e messi in onda dalla Rai in occasione dei 150 anni dell'Unità d'Italia si concluderà domenica prossima 12 e lunedì 13 febbraio con il film in due puntate “Il generale dei Briganti” con Daniele Liotti e Raffaella Rea. La conferenza stampa di presentazione della miniserie si è tenuta questa mattina nella sede Rai di Viale Mazzini alla presenza del cast.

La figura leggendaria di Carmine Crocco, l'uomo forte e deciso, protagonista dell'Unità d'Italia, rivive nel film co-prodotto da Rai Fiction ed Ellemme Group per la regia di Paolo Poeti. Siamo nel 1860 il caporale Crocco (Daniele Liotti), povero pastore lucano, viene costretto ad arruolarsi nell'esercito borbonico dovendo lasciare la famiglia e la promessa sposa Nennella. Per sposare l'amata diserta, ma tornato a Rionero del Vulture scopre che la fidanzata per via di un inganno ha sposato un altro uomo. Nel frattempo, la sorella Rosina, insidiata da un giovane possidente, viene sfregiata dallo stesso perchè respinto, così Carmine decide di vendicarsi uccidendolo. Il giovane era il figlio del Conte Guarino, uomo che in passato aveva aggredito la madre di Crocco riducendola quasi in fin di vita e causandole un dolore indelebile. Per non essere condannato alla pena di morte Carmine deve darsi alla macchia, conosce il medico Mariano (Danilo Brugia), un fervente borbonico, che lo convince a combattere per la causa unitaria e a diventare “il Generale dei briganti”.

“Si tratta di un film girato tutto in Italia e nei luoghi in cui questi fatti storici si sono svolti, di questo rendo merito alla produzione”, ha detto il regista Paolo Poeti. “La storia è quella di un repubblicano realmente esistito, una persona che come tante altre ha fatto la storia del nostro Paese, ma ne è stata esclusa. Personalmente sono convinto che il prezzo più alto dell'unificazione sia stato pagato dal meridione, sia per la guerra civile, che per l'emigrazione, dal mancato riscatto al brigantaggio. Una guerriglia contadina di banditi sociali, alimentati da questioni basiche di sopravvivenza”, ha aggiunto.

“L'argomento del brigantaggio è molto dibattuto, c'è chi considera i briganti degli eroi, chi invece pensa siano stati solo dei banditi. La bellezza di questa sceneggiatura è che fa emergere un uomo con dei valori è che forte del desiderio di riscatto sociale cerca di ridare dignità alla classe contadina”, ha spiegato Liotti. “Un personaggio che dice di no e che pensa che il raggiungimento della libertà debba passare dal bene comune”, ha aggiunto.

“Interpretare il ruolo di un malvagio non è cosa facile, soprattutto dopo aver letto la sceneggiatura ed aver sposato sin da subito la causa dei briganti”, ha raccontato Massimo Dapporto, che nel film è il Conte Guarino. “Per cui ho detestato il mio personaggio dal primo momento, rendendogli un bruttissimo servizio a livello umano e se ho fatto bene lo devo solo all'odio che ho per lui”, ha detto ancora scherzando. “Sono nato protagonista e voglio morire protagonista per cui cercherò di fare film in cui avrò un ruolo principale”, ha aggiunto rispondendo ad una domanda sul suo ritorno al piccolo schermo dopo un periodo di pausa.