ELECTRIC SUPERFUZZ live @ Contestaccio – 07/02/2012

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Arrivarci senza il “Dio Tom Tom” sarebbe stato difficile, per chi non è molto pratico della zona: tuttavia, nella fredda (neanche troppo di questi tempi) serata del 7 Febbraio 2012 gli Electric SuperFuzzaprono il programma musicale del locale Contestaccio(gli altri artisti di giornata saranno poi La Stirpe di Morganae La Discordia). Palco discreto, quello del live club in questione, ed un pubblico non molto numeroso (è pur sempre un Martedì) fanno da cornice allo show del trio romano.

Si potrebbe paragonare l’intero spettacolo della band ad un tragitto in treno: di certo non parliamo di “Sua Altezza Maestra dei Ritardi” Trenitalia ma di un Orient Express in corsa forsennata verso la meta. Che in questo caso è il cuore del pubblico. E’ il campanaccio di DomenicoMigliaccio(batteria) dunque a far partire il treno SuperFuzz, con l’energica “Hurricane” a scaldare le casse in alto e basso dello stage. Ma c’è anche l’altra faccia dello spettacolo, “L’Angolo di Dodo”: il corpo e mezza testa sono dietro le pelli, la restante parte del cervello pare esser cullata da chissà quali pensieri rilassati, quali atmosfere felici e sognanti, che portano i colori di una birra corretta con vodka e qualche millilitro di spensieratezza. Lo dimostrano un rullante appena accarezzato nella prima canzone e qualche errorino negli attacchi della seconda traccia, “Sicko” (title-track del primo Ep della band), svoltata dai controcanti perfetti di Dario Ramagliaed AlessioLucchesie dai suoni potenti e diretti delle loro due Fender (si, non esiste il basso dalle loro parti). Il treno è ormai lanciato “a cannone”, Dodoinizia a carburare (parliamo pur sempre di uno dei più talentuosi drummers della Capitale) e “Mad-Dead” mantiene il ritmo altissimo, con la solita “pezza” sonora che contraddistingue la band. Qualcuno comincia poi a muovere la testa a suon di Rock-Blues quando i tre eseguono “Grandaddy’s Fault”, meno spinta delle precedenti. Ma il breve pit-stop dura poco: il “SuperFuzzExpress” torna ad essere un braciere, in grado di inghiottire qualsiasi cosa incontri sulla propria strada con “Silver Yeah”, dal ritmo dance e sincopato e sonorità tremendamente dure (troppo atipico e forse non azzeccato il bridge di metà canzone, per chi scrive, in cui c’è solo il ride di Dodoa scandire il tempo ed innescare i potenti ruggiti delle due chitarre). Quando i due frontmen si stringono attorno al batterista come a formare un triangolo indistruttibile si intuisce la vera essenza del loro progetto musicale: feeling con gli strumenti e potenza. Tanta. “Big Fat Tree” è la traccia numero sei della lista, la meno convincente dello show, introdotta da qualche secondo semipsichedelico e “salvata” da un gran finale. Giunge quindi l’ora del microfono super distorto di Dario, per “Chimpanzee”, in cui l’influenza dei Sadside Project (altra band in cui Domenicoè alla batteria) si fa vagamente sentire; da paura il ritornello, con accordi dalle sonorità (quasi) punk per il loro essere diretti. Il capolinea è quasi alle porte ma la Electriclocomotiva ha ancora qualche binario da incendiare, a cominciare da “Ye” in cui è ottima l’alternanza vocale al “main mic” tra i due chitarristi, così come l’esplosione di metà pezzo (un classico nella struttura delle loro canzoni) innescata da una batteria in stile “I Want Rock’n’Roll” di Joan Jett & The Heartbreakers per intenderci (ed il solito ponte in cui si blocca quasi inspiegabilmente tutto). La “closing track” è “Washing Machine”, una delle migliori creature dei SuperFuzz, un riff iniziale alla Deep Purple che porta allo (finalmente) scatenarsi di tutti e tre sul palco (Dariosbrigliato fin dalle prime battute, Alessiopiù contenuto, Domenicoin graduale e costante crescita nei quaranta minuti di show), per un finale da sballo rock’n’roll. Con relativa fine della corsa.

Che non ci siano fiamme in mezzo agli spettatori non significa che il Contestaccionon sia stato raso dai bollenti ardori di una band che dimostra come l’assenza del basso, per quanto importantissimo in ogni contesto, non sia affatto un problema.

Marco Reda

1 – Hurricane

2 – Sicko

3 – MadDead

4 – Grandaddy’s Fault

5 – Silver Yeah

6 – Big Fat Tree

7 – Chimpanzee

8 – Ye

9 – Washing Machine

 

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