MURDER SPREE live @ PalaRockness – 23/02/2012

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Il Giovedì, al centro della settimana, è sempre una maledizione, o semplicemente uno svantaggio, per una band che si esibisce dal vivo: tra scuole, impieghi vari e via dicendo il rischio di suonare davanti a quattro gatti è dietro l’angolo. E’ in uno scenario non molto diverso da questo che i Murder Spree chiudono la serata del PalaRockness (Genzano di Roma) del 23 Febbraio, dopo gli shows di Wayfarer e The Blazers. Essendo gli ultimi sorteggiati, i quattro castellani salgono sul palco prima di mezzanotte inoltrata,  proponendo tutte le tracce che faranno parte dell’album “Mediabomb”, in uscita ad Aprile.

As Long The Sun Burns” apre un’esibizione che rimanda, in generale, allo stile di Pantera e Metallica “early days”, con tanto di assolo in tapping del chitarrista Gabriele Lupi. Primi nei: la sensazione di “vuoto” che si avverte quando il basso si trova da solo a supportare la parte ritmica, mentre la “Dean” di Gabriele si scatena nel pieno thrash metal, e lo zoppicare della batteria (soprattutto in doppio pedale) di Leonardo Calogero. “The Ripper” è poi il brano perfetto per un pogo assassino, dalla dinamica schizofrenica, che esalta i modi di fare del frontman Andrea De Luca, fortemente influenzati da Phil Anselmo (petto in fuori, mano in cima al microfono ed urli a squarciagola). Si potrebbe parlare anche di uno stacchetto strumentale che ricorda tantissimo (forse troppo) “Seek And Destroy” dei Metallica… ma considerarla una semplice influenza potrebbe bastare.

Il pogo (immaginario, ovviamente) potrebbe continuare alla grande (con un “Circle Pit” ad esempio) con “Smashing Your Jaws”, zeppa di precisi cambi di tempo che spuntano dal nulla e spezzano la regolarità generale: il finale con colpi all’unisono è da ko. Il clima inizia a farsi sempre più rovente: gli appena quaranta secondi di “Deadly Fisting” precedono uno dei brani più spinti del concerto, ai limiti estremi dello speed-thrash, “Inferies”, sotto i “colpi” di cui iniziano a muoversi le prime teste sotto lo stage. Un finale un po’impreciso spiana la strada a “Society Fail”, condita da un nuovo assolo velocissimo di Lupi e da una chiusura da massacro di timpani per il volume altissimo. E’ poi “Murder Spree”, unica traccia non appartenente all’imminente nuovo album della band, a chiudere il live, dove traspare per la prima volta qualcosa di leggermente melodico rispetto ai brani precedenti: anche in questo caso, chiusura da fiatone, da vera e propria “follia omicida”, con tanto di chitarra in feedback e volumi a livelli quasi sovrumani, da emicrania allo stato puro.

Il genere non è di quelli orecchiabili e di tendenza: tuttavia, i Murder Spree (eccezion fatta per qualche incertezza dietro le pelli) non fanno al caso dei sofferenti di cuore, dei palati fini. Sono più per gente dal cuore ricoperto di metallo, dallo “scapoccio” con una birra in mano, dai lividi sul corpo. Progetto giovane, con idee ben chiare e soltanto qualche incertezza da limare. Sul suono potente non ci sono dubbi. Chiedete al mio otorino.

Marco Reda

1 –  As Long The Sun Burns

2 – The Ripper

3 – Smashing Your Jaws

4 – Deadly Fisting

5 – Inferies

6 – Society Fail

7 – Murder Spree

          

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