PER ELISA – Angelina, Meryl e quelle differenze con l’Italia

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Dopo le donne di Sanremo, quelle della notte degli Oscar, dopo Belen, insomma, Angelina Jolie e Meryl Streep. Non so a voi, ma a me guardando in tv lo show di Los Angeles mi è tornato in mente quel gioco della settimana enigmistica. Avete presente il “Trova le differenze”? Consiste nello scoprire un certo numero di piccolissimi dettagli che rendono diversi due disegni apparentemente uguali tra loro. Ecco, se all’Ariston Belen è apparsa con uno strepitoso spacco girofianco che mostrava la ormai celeberrima “farfallina” (e non era il logo della Rai), al Kodak Theatre Angelina Jolie, in versione scollata e "spaccata", ha mostrato una coscia a dir poco vertiginosa. Stavolta però nessun tatuaggio in vista. Trovata la prima differenza.

La seconda è invece in un articolo comparso sul Corriere della Sera domenica scorsa a firma del filosofo francese Bernard Henry Levi, che dedicava una lunga analisi al film "Il paese del latte e del miele", l’opera prima da regista di Angelina Jolie che racconta la guerra in Bosnia scoppiata venti anni fa. Il filosofo descrive la pellicola come una vera opera d'arte. Angelina è passata dunque da interprete di Lara Croft a cineasta. In Italia sarebbe mai successo? Per non parlare dello strepitoso successo ottenuto da Meryl Streep, che l’altra notte ha conquistato il suo terzo Oscar in carriera per il ruolo della premier britannica Margaret Thatcher in “The iron lady”: siamo sicuri che un talento come il suo nel nostro paese sarebbe stato riconosciuto e valorizzato? E soprattutto, in Italia avremo mai un primo ministro donna?

Elisa Isoardi