Le donne nell’obiettivo di 3 donne

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Il mondo visto attraverso lo sguardo delle donne per confrontarsi e esprimersi sulla società, sui sentimenti e sui fenomeni del nostro tempo, in mostra fino al 25 marzo presso Officine Fotografiche. La settima edizione della rassegna al femminile "Obiettivo Donna" ha come tema quest'anno la fotografia tra documentazione e visione immaginifica.

Protagoniste sono tre giovani autrici: Silvia Camporesi, Stephanie Gengotti e Veronica Dantri, con progetti che segnano il confine tra genere documentario e ricerca artistica, restituendo una visione intima che si spinge ad esplorare altre vie espressive. Silvia Camporesi, trentanovenne di Forlì, laureata in filosofia, docente universitaria, svolge la propria ricerca tra immaginazione e realtà, concentrandosi su soggetti in dialogo con l'elemento naturale, teso verso il tentativo di trascendere i limiti del corpo e della mente. In acustica, il "rumore bianco" (come il colore bianco in pittura) indica una sonorità indefinita, che racchiude tutte le frequenze udibili alla stessa intensità, senza un inizio e una fine e di ampiezza sempre costante. Silvia Camporesi ne fa il filo conduttore dei tre lavori presentati nella rassegna (intitolando appunto il progetto "Rumore Bianco") dominati dal colore bianco, come se questo fosse un rumore di fondo che accomuna tutte le immagini, con una serie di contrasti tra bianchi e neri che rievoca le polarità yin e yang. L'italo-francese Stephanie Gengotti, un passato da fotografa di scena e ora rivolta alle tematiche sociali, affronta il tema della maternità a Napoli con "Nine Months"( che riprende nel titolo una commedia americana sulle ansie da futuri genitori alle soglie dei quarant'anni). Nella città con il più alto tasso in Italia di gravidanze minorili, Gengotti isola cinque storie di gravidanze desiderate, di coppie adolescenziali fiduciose nel futuro nonostante la precarietà e l'ineluttabilità del destino, avvolte dalla tenerezza di famiglie tra le quali si perpetua il rito delle "madri bambine". Giovani donne con la volontà di conquistarsi speranze e futuro, senza esser viste come anomali da un sistema patriarcale dominato dagli uomini.

Tra il reportage e l'introspezione, con "Amore mio di Provincia" Veronica Daltri regala alla rassegna uno sguardo più intimistico, mischiando elementi onirici e surreali nelle immagini di vita quotidiana all'interno del "piccolo mondo" della provincia italiana, tra influenze felliniane, i reportage e i racconti di Piovene e il postmodernismo delle pagine di Pier Vittorio Tondelli sulla provincia emiliana, dominati da figure improbabili che richiamano alla mente il "realismo magico", lontani dai clichés. Stasera Officine Fotografiche si sposta da via Libetta al Lanificio159, per l'inaugurazione della serata "Female Cut": Teresa Carnuccio, Alessia Cervini, Stefania De Luca, Ilaria Di Stefano, Alessia Epifani, Francesca Loprieno, Simona Marrone, Serena Meloni, Gioia Onorati, Agnese Pace, Carmen Palermo, Sara Palmieri, Rosa Pignatelli, Eleonora Pollini, Marta Rossato e Patrizia Rulli, socie di OF, espongono i propri lavori. Gli appuntamenti continueranno per tutto il mese dedicato alla donna. Il 16 marzo sarà presentato "My Generation", dieci interviste di Irene Alison ad altrettanti autori under 40 della fotografie documentaria made in Italy esportata all'estero: Davide Monteleone, Pietro Masturzo, Alessandro Cosmelli, Sirio Magnabosco, Giulio Di Sturco, Simona Ghizzoni, Martina Bacigalupo, Alessandro Imbriaco, Lorenzo Castore e Massimo Berruti. Alla presentazione del libro interverranno l'editore Claudio Corrivetti e Simona Ghizzoni. Il 23 marzo altro appuntamento editoriale: Silvia Camporesi presenta il volume "La terza Venezia", che racchiude immagini e pensieri nati durante la realizzazione del suo ultimo lavoro fotografico svolto in Laguna. L'artista chiude la manifestazione con un workshop dal 23 al 25 marzo: il laboratorio è dedicato alla creatività e alla progettualità nella fotografia contemporanea per scoprire cosa si nascondere dietro ogni lavoro artistico.

Chiara Cecchini