Nato sotto il segno dei pesci (e delle donne): Antonello Venditti al Palalottomatica

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L'otto marzo Antonello Venditti festeggia 63 anni (essendo nato nel 1949, “sotto il segno dei pesci”) e si regala l'inizio del nuovo tour, dedicato alla sua ultima fatica discografica, l'album "Unica" uscito a novembre 2011. Nove canzoni tra amore, fede, libertà, politica e riferimenti alla società («Preghiera, speranza, vita, libertà, felicità, passione, musica, poesia, giustizia, canzone, voce, cultura, fede, diversità, unità, Roma, forza, esperienza» sono gli ingredienti del disco come Venditti ha dichiarato in un'intervista al Corriere), come nella miglior tradizione vendittiana, a quattro anni di distanza dal precedente album in studio "Dalla pelle al cuore".

Sono passati esattamente quarant'anni dall'esordio di Venditti, condiviso con Francesco De Gregori, con l'album "Theorius Campus" (uscito nel maggio 1972, ognuno di loro ebbe a disposizione una facciata) e il cantautore romano cresciuto al Folkstudio continua a reinventarsi con un disco nuovo ma intimamente legato alla produzione precedente. Un disco che ha una data di nascita ben precisa: 23 dicembre 2010. Quel giorno Venditti fu invitato da alcuni studenti e ricercatori di architettura a suonare con loro sui tetti dell'occupata facoltà a piazza Fontanella Borghese ed è proprio a loro che l'album è dedicato, «ai ragazzi ed alle ragazze di questo Paese ed ai ricercatori della rete 29 aprile che mi hanno accolto come Antonello sul tetto della facoltà di architettura di Fontanella Borghese». Un incontro che ha lasciato tracce profonde nella prima canzone dell'album, "E allora canta!": una sincera pacca sulla spalla da chi a quattordici anni cantava «me ne vojo anna' via da 'sto paese marcio» ("Sora Rosa", la prima canzone in assoluto) per ricordare che se anche «questo mondo è un mostro e non è fatto come piace a te», il vento sta cambiando, momenti bellissimi «carichi di energia» restituiscono la speranza e alla fine «la libertà ritornerà».

L'attualità fa capolino anche in "La ragazza del lunedì", dedicata alla fine della storia d'amore tra l'Italia e Silvio Berlusconi (canzone profetica come molte altre scritte da Venditti nel corso degli anni), citato nell'ironico refrain «Silvio, che farà senza di te, mi riprenderà la vita che ho vissuto insieme a te», e in "Oltre il confine", storia di un giovane immigrato che attraversa il mare per cercare «la libertà con l'aiuto di Allah». Libertà e religione sono riferimenti costanti che si rincorrono all'interno dell'album, dalla grafica della copertina alla titolo, alla presenza di canzoni come "Cecilia" (dedicata al martirio di Santa Cecilia). E da un autore che ha dedicato un'intera raccolta all'universo femminile (32 canzoni sulle donne e per le donne contenute nel doppio album uscito nel 2009, un giorno prima di san Valentino), che le ha spesso chiamate per nome nei titoli o citate nei testi, "Unica" è un disco al femminile, per raccontare ancora una volta l'altra metà del cielo (senza dimenticare la presenza fondamentale, nel bene e nel male, della madre che, come cantava in "Mio padre ha un buco in gola", è stata «professoressa, o meglio una professoressa madre, m'ha dato sempre quattro anche se mi voleva bene»).

Un disco per il quale Venditti ha chiamato a raccolta collaboratori e amici storici. Gato Barbieri lascia una nota inconfondibile con il suo sax in "E allora canta!", Pacifico ha scritto il testo di "Ti ricordi il cielo", nel video di "Unica" c'è Francesco Venditti, il figlio nato dalla relazione con Simona Izzo, e Carlo Verdone (per il quale scrisse la colonna sonora di "Troppo forte") suona la batteria ne "La ragazza del lunedì" ed è protagonista del gustoso videoclip. A partire dalla doppia data romana al Palalottomatica (8 e 9 marzo), il cantante si sposterà in altre nove città italiane per altrettante date per una tournée che per l'occasione lo rivedrà riavvicinarsi al pianoforte, grande protagonista di questi concerti. Il piano «sarà sempre lì, a portata di mano, avrò una libertà totale e tra un pezzo e l'altro con la band potrò permettermi di suonare, da solo, al piano, come se fossi ancora al Folkstudio», ha anticipato Venditi in un'intervista a Il venerdì.

Chiara Cecchini