“Battaglia di Anghiari”, clamorosa scoperta sul capolavoro perduto di Leonardo

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Un campione di colore nero con una composizione chimica ''simile'' a un pigmento trovato sulle vele marroni della “Gioconda” e del “San Giovanni Battista”; frammenti di lacca rossa; uno strato beige ''che può essere applicato solo con un pennello”; un ''vuoto'' dietro la parete affrescata dal Vasari. Queste alcune ''prove'' emerse dalla ricerca condotta nel Salone de' Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze per trovare la “Battaglia di Anghiari”, l'affresco perduto di Leonardo da Vinci.

La ricerca, condotta con una sonda, secondo il responsabile Maurizio Seracini, ha prodotto ''risultati decisamente significativi''. ''Qualcuno – ha detto il sindaco Matteo Renzi – ci ha definito vandali, altri visionari, altri ancora teorizzano la nostra ignoranza culturale. Noi preferiamo definirci semplicemente curiosi. Curiosi a tal punto da non aver paura di provare a risolvere uno dei più grandi misteri della storia dell'arte''. Il campione contenente materiale di colore nero, ha spiegato Seracini, è stato analizzato con tecnologia Sem-Edx (microscopio elettronico a scansione con microsonda) che permette di identificare i componenti chimici presenti nel campione e che sono simili a quelli emersi da una ricerca svolta dal Louvre. I frammenti rossi sarebbero invece ''frammenti organici'' che potrebbero essere ''associati'' a una lacca rossa che ''non e' in genere presente su pareti intonacate''. Per quanto riguarda il ''vuoto'' trovato, potrebbe, per i ricercatori, essere stato voluto dal Vasari per preservare l'affresco di Leonardo. Nessuna altra parete del Salone presenta un vuoto come in questo caso.

''Anche se siamo ancora nelle fasi preliminari della ricerca – ha spiegato Seracini – e anche se c'e' ancora molto lavoro da fare per poter risolvere il mistero le prove dimostrano che stiamo cercando nel posto giusto''. La ricerca, condotta dall'Universita' di San Diego, e' sostenuta dalla National geographic society. ''Siamo eccitati e incuriositi dai promettenti risultati ottenuti in questa fase della ricerca'', ha commentato il vice presidente della Ngs Terry Garcia. L'affresco fu commissionato a Leonardo dal gonfaloniere Piero Soderini nel 1503 per rievocare la battaglia avvenuta del 1440 nella pianura di Anghiari tra Milano e la Lega italiana guidata da Firenze. Leonardo utilizzò tecniche sperimentali che però non dettero i risultati sperati. L'opera venne comunque considerata ''la scuola del mondo''. (Asca)