Shut (the fuck) Up!

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Vedere (o meglio dire, notare) su un palco un tizio con pantaloni super aderenti e canotta rossa, tipicamente anni ’80, con la scritta “Hammer” è senz’altro diverso che assistere ad un gruppo (più comune) con acconciature alla moda, pantaloni a vita bassa e Converse scintillanti. Un vero e proprio tuffo nel passato, alla riscoperta di quell’Hard/Glam Rock che ha scritto la storia musicale angloamericana. Il “coraggioso” tizio in questione è il bassista Luca Russomanno, che con Giorgio Maria De Clementi, MarcoMicucci, SimoneRozzied Alessandro Antonangelo forma gli Shut Up. Nome forte il loro, un po’ come lo stile, fatto di chitarre distorte e sonorità vicine a Guns n’ Roses con relativi progetti del chitarrista Slash (Whitesnake, Velvet Revolver), Skid Row (di cui hanno anche una Tribute Band) ed i primi Bon Jovi. Il tutto arricchito dall’ottima voce del frontman Giorgio, influenzata da Bruce Dickinson (Iron Maiden) e tutta la scena glam rock/metal britannica di trent’anni fa. “Vogliamo reindirizzare l’Hard Rock sulla giusta via e portare trucco e capelli cotonati in Italia. Oltre che, ovviamente, ottenere un contratto discografico…” – dichiarano i cinque. Impresa tosta, soprattutto quella dei capelli cotonati… Ma chissà che non ci riescano.

Gli Shut Up, nati nel 2010, dopo vari cambi di formazione hanno in programma di rilasciare il primo Ep autoprodotto, oltre che partecipare al “Wolfest Contest” per band emergenti. La band capitolina, infine, collabora con l’associazione Noise And Soundper l’organizzazione di serate live a Roma.

Marco Reda

 

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