Cupe Vampe, prog e filosofia

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Rispolverare un po’ di progressive, seppur in chiave più “moderna” ed alternativa, non è impresa semplice, in un’epoca sostenuta dai soldoni del mainstream commerciale ed in un paese, l’Italia, che importa di tutto lasciando i propri prodotti al più triste dei pali. E’ quindi coraggioso ed ammirevole l’intento dei romani CupeVampe, ovvero restituire luce ad un genere che negli anni ’60-’70 ha scritto un capitolo importante della storia della musica. Diverse le influenze di AntonioBuomprisco, Canio Giordano,Raffaele Muccioloe Luca Mucciolo, che prendono ispirazione (appunto) dalla psichedelia di Pink Floyd, PFM e Le Orme aggiungendo le sonorità acic rock del periodo (primi Black Sabbath su tutti) e dei testi in italiano, interpretati da un ottimo e particolarissimo timbro vocale, che danno quel tocco poetico-filosofico al progetto. “Vogliamo entrare il prima possibile in studio per registrare un album, cercare una distribuzione – le parole dei quattro – e pensare che ciò che verrà fuori possa piacere al pubblico come piacerà a noi”. Difficile, ma affatto impossibile.

I CupeVampe, nati nel 2009, hanno finora rilasciato due Ep, uno di sei brani (“NonostanteTutto”) ed uno di tre, più maturo, dal titolo “Il Potere Del Digiuno” che, come definisce la stessa band, “rispecchia quello che i Cupe Vampe sono ora”. A livello di contest, spicca il piazzamento in finale al “Rock Targato Italia” di Milano e la partecipazione ad “Heroes”, iniziativa di promozione di musica indipendente attraverso la socializzazione degli stessi musicisti, che si autosostengono. Progetto intelligente, se ci fosse un po’ di “aiuto” anche da chi ha più potere. I quattro, infine, collaborano con l’associazione culturale Noise And Sound nell’organizzazione di serate live a Roma.

Marco Reda

 

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