Cinema, Marco Tullio Giordana: su piazza Fontana c\’è ancora da indagare

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Esce il 30 marzo in 250 copie distribuito da 01 Distribution il film “Romanzo di una strage” diretto da Marco Tullio Giordana, da lui scritto con Sandro Petraglia e Stefano Rulli e prodotto dalla Cattleya di Riccardo Tozzi, Giovanni Stabilini e Marco Chimenz in collaborazione con Rai Cinema.

“Posso dire – ha raccontato il regista Marco Tullio Giordana – di aver fatto il film che volevo in piena libertà senza paura di nascondere nulla, grazie a Riccardo Tozzi. Ho inoltre atteso di alleggerirmi di ogni pregiudizio o voce sul caso. Quello che penso è quello che ho raccontato: non credo al suicidio di Giuseppe Pinelli (qui interpretato da Pierfrancesco Favino) e invito i giornalisti ad indagare ancora oggi informandosi, visto che c'è ancora una persona non deceduta, l'allora tenente Lograno. A quell'epoca nessuno ha creduto a quello che scrissero i giornali sul presunto suicidio di Pinelli, ma i giornali, a parte il Giorno, offuscarono la figura di una persona come Luigi Calabresi (interpretato da Valerio Mastandrea). Molti hanno creduto che potesse essere colpevole della morte di Pinelli”.

“Ho conosciuto da giovane il Commissario Calabresi – ha svelato Giordana – quando ero ragazzo venne nella mia scuola che avevamo occupato. Era una persona colta e non violenta, è quindi probabile che, come ho raccontato nel film, in sua assenza in quella stanza qualcosa sia accaduta. Calabresi era una mosca bianca, era colto. Di poliziotti ne ho conosciuti diversi dopo, mai nessuno come lui”.

“A volte si accusa la Rai di non svolgere abbastanza il ruolo di servizio pubblico, ed in molti casi è vero – ha detto nel suo intervento il produttore Riccardo Tozzi – nel cinema lo fa invece con notevole coraggio e siamo pronti a continuare a realizzare film di questo livello. Il film di Giordana è l'esempio che anche in Italia sappiamo fare film di alto livello, anche tecnicamente dalla produzione alla post produzione. Sarà un film magari difficile per il mercato ma vogliamo andare avanti raccontando la storia”.

“Con Michela Cescon (nel film moglie di Pinelli) – ha raccontato Pierfrancesco Favino – abbiamo avuto l'occasione di conoscere Licia Pinelli. Amo moltissimo le storie tra giustizia e ingiustizia, i ruoli che fotografano il sogni spezzati di una persona”.

“Io mi sono preparato in maniera diversa – ha aggiunto Valerio Mastandrea (Luigi Calabresi) – per pudore ho preferito non incontrare la famiglia Calabresi. Mi sono concentrato sull'attualità. Se la strage di Piazza Fontana fosse accaduta ieri sarebbe attualissima. In 20 anni questo ruolo è stato il mio lavoro più difficile, il più importante”.