Samuele Bersani, NEL NOME DI LUCIO

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Premiato dalla critica all'ultimo Festival di Sanremo, Samuele Bersani inizia il tour ispirato alla sua ultima raccolta "Psyco", che debutta stasera all'Auditorium Conciliazione. Il doppio album raggruppa venti anni di canzoni del cantante romagnolo (nato nel 1970 a Cattolica, provincia di Rimini), un decennio e tre album dopo il primo greatest hits "Che vita!", uscito nel 2002.

La carriera di Bersani inizia all'inizio dei primi anni Novanta, quando mette a frutto l'influenza culturale e musicale ricevuta in famiglia: di recente ha pubblicato sul suo profilo ufficiale di Facebook una foto emblematica: un piccolo Samu – che si definisce «figlio di un Pink Floyd di Cattolica» – ritratto mentre gioca in salotto circondato da strumenti musicali fra i più vari (chitarra, bongos, sitar e balalaika). Il debutto ufficiale è nel 1991, con il suo mentore Lucio Dalla. Il cantautore recentemente scomparso lo vuole con sé nel suo "Cambio Tour": ogni sera Bersani sale sul palco e apre il concerto con "Il mostro", storia commossa e paradossale di un essere peloso e a sei zampe, studiato e osservato da scienziati e giornalisti, braccato e infine ucciso. La canzone ha ovviamente un posto in “Psyco”, insieme alla hit "Chicco e Spillo": tra tastiere molto anni Novanta (lo stesso Bersani è un buon tastierista, fra le altre cose), il cantante tratteggia la storia cruda e profondamente angosciante di due giovani sbandati, con tocchi di colore raggelanti sulla profonda provincia italiana. La canzone fa parte dell'album "C'hanno preso tutto" del 1992. Tre anni dopo un altro botto: "Freak", un divertissement ironico, dadaista e senza senso che fu uno dei grandi successi dell'estate, trasmesso su tutte le radio come un mantra. Da lì in poi la carriera di Bersani si trasforma: un'evoluzione naturale, considerate le capacità, ma anche molto intelligente, che lo fa uscire dal mucchio e lo porta a conquistarsi una posizione personalissima nel panorama musicale. Una svolta testimoniata dal terzo album "Samuele Bersani", che lo indica subito come uno dei nuovi interpreti della canzone d'autore all'italiana, mischiando testi tra il dramma e l'ironia e atmosfere musicali fra le più diverse, come "Coccodrilli" e l'intesa e per molti il suo capolavoro "Giudizi universali", elegante canzone d'amore scevra da luoghi comuni e rime facili, brano vincitore del Premio Lunezia 1998 per il miglior testo letterario (Fernanda Pivano era la presidente di giuria).

Un'identità musicale chiara e definita, quella di Bersani ma che lo porta a sentirsi e a essere considerato affine al suo mentore Lucio Dalla (con e per il quale più tardi scriverà la hit "Canzone"), al raffinato Ivano Fossati, al criptico Francesco De Gregori e al ricercato Battisti post-Mogol degli ultimi anni. In "Psyco" ci sono anche le due canzoni scritte per la colonna sonora del film "Chiedimi se sono felice" del trio Aldo Giovanni e Giacomo: la possente "Spaccacuore" (ripresa da Laura Pausini nel 2006) e il brano che dà il titolo al film. Tornano anche "Cattiva", ispirata alla morbosità che caratterizza l'attenzione ai fatti di cronaca, la geniale e aspra "Lo scrutatore non votante", che segna insieme al sesto album "L'aldiquà" l'ennesima svolta del cantante, indirizzato verso una forma di ispirazione civile e sociale, che contiene anche "Occhiali rotti" (rievocazione della vicenda di Enzo Baldoni, il giornalista ucciso in Iraq nel 2004) e la bellissima "Sicuro Precariato". Di quel disco fanno parte anche la dolce ballata "Una delirante poesia". Da "Manifesto abusivo", l'ultimo disco di inediti, arrivano "Ferragosto", l'omonima titletrack e "Valzer nello spazio". La raccolta contiene in tutto 28 brani, compresi "Un pallone", la canzone che ha portato a Sanremo, e l'inedito "Psycho”. Insieme a Toni Pujia e Silvio Masanotti alle chitarre, Davide Beatino al basso, Marco Rovinelli alla batteria e Alessandro Gwis alle tastiere, Bersani ripercorre così i suoi primi vent'anni in musica, rileggendo le sue canzoni con nuove sonorità e arrangiamenti.

Chiara Cecchini