\”Il cardinal Mia Cara\”, via Crucis laica nel rapporto tra Vaticano e omosessualità

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Già rappresentato nel 2005, torna da oggi sulle scene romane “Il cardinal Mia Cara”, lo spettacolo di Fabio Croce “votato allo smascheramento dell’ipocrisia e alla nuda esposizione della realtà, soprattutto per quanto concerne il problema dell’identità sessuale e della incomprensibile condanna che la Chiesa riserva alla dimensione omosessuale” (dalle note di regia dello stesso scrittore).

Sul palco del Teatro di Documenti fino al 15 aprile, la pièce ruota attorno al dialogo irriverente e sofisticato che si instaura tra un cardinale immorale e un professore credente ma dubbioso circa le posizioni cattoliche sulla questione omosessuale, anche perché di mezzo c’è un rapporto d'amore tra un uomo e un ragazzo che finisce in tragedia. Il rapporto tra l'uomo e il ragazzo è paradigmatico delle relazioni che diffusamente intercorrono all’interno delle mura vaticane, ma prende le mosse da una vicenda particolare, sfociata nel fatto di sangue avvenuto il 4 maggio del 1998, quando il neo-comandante delle guardie svizzere, sua moglie, e un giovane vicecaporale, furono trovati uccisi con colpi d’arma da fuoco nell’appartamento del comandante. Un confronto durissimo che porta alla distruzione intellettuale e fisica dei personaggi: una “via crucis laica” – come da sottotitolo della messinscena – vissuta nell'eterno dualismo tra amore e potere, tra carnalità e spiritualità, tra bene e male.