Stage diving con gli Smoke Jack

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L’atmosfera ideale per Andrea De Luca, Lorenzo Imperi, Carlo Franceschini e Matteo Bevivinoè forse quella da locale piccolo ma stracolmo, con quei quattro o cinque ceffi sul palco a catturare l’attenzione e qualcuno che si fa issare in aria, giunge sullo stage e si lancia a peso morto sulla folla pronta ad afferrarlo. Che poi questo sia il desiderio di ogni gruppo, emergente o meno, è un altro discorso. Ma per l’early punk-rock degli Smoke Jackpogo, casino e puro divertimento sono i veri toccasana. Attivi dal 2009, i quattro capitolini costruiscono il loro orecchiabile stile sui successi delle grandi punk band americane di inizio anni ’90 (Green Day, Blink 182 e Sum 41 su tutti). E tra un contest e l’altro il sogno, più o meno ambizioso, è sempre lo stesso a questi livelli. “Come obiettivo abbiamo sicuramente quello di riuscire a sfondare con un'importante casa discografica – confessa il bassista Lorenzoanche se al momento siamo alla ricerca di un'etichetta indipendente che abbia un po' di fiducia in noi e sia disposta a pubblicare l’album a cui stiamo lavorando in questo periodo”. La fortuna aiuta gli audaci, come si dice. E i decisi. Lo saranno anche loro?

Gli Smoke Jack hanno rilasciato nel 2011 un demo autoprodotto di cinque tracce, “Mind The Gap”, e sono attualmente impegnati, appunto, nella realizzazione del loro primo album. Da promuovere, in futuro, tra un tuffo e l’altro dal palco.

 

Marco Reda

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