Giardini di Mirò al Brancaleone

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Hanno ritrovato la parola pur non avendo mai perso la voce. I Giardini di Mirò stasera sono in concerto sul palco del Brancaleone per presentare il loro ultimo album “Good luck”, uscito lo scorso marzo a due anni di distanza dal precedente “Il fuoco” (disco in cui hanno sonorizzato l’omonimo film muto del 1915 diretto dal regista Giovanni Pastrone) e contenente – udite udite! – ben otto tracce cantate delle nove complessive.

Può dirsi completata, dunque, l’operazione “addio post-rock” intrapresa dal gruppo emiliano sin nel 2007 con “Dividing opinions”, nel quale iniziavano a comparire i primi ritornelli degni di questo nome. Il rischio più grande, però, è che si debba rinunciare anche ai veri Giardini di Mirò, soprannominati sin dagli esordi di fine Novanta i “Mogwai italiani” e portabandiera della lezione “instrumental only” ben più in voga all’epoca nel Vecchio Continente. “Good luck” è un disco di canzoni, testi e soprattutto voce. Fin troppo banale per una band già nel nome fuori dal comune. E alla fine dei conti, il “buona fortuna” del titolo sembra essere l’unica cosa azzeccata.

Fra. Ga.