GRIMMLESS, le fiabe crudeli di Ricci/Forte

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Stefano Ricci e Gianni Forte, Gli "enfants prodige" della nuova scena italiana, portano al Palladium due spettacoli: il pop-fiabesco "Grimmless" (stasera e domani) e il cult "Macadamia Nut Brittle" (dal 27 al 29 aprile), ispirato al mondo lisergico dello scrittore Dennis Cooper. Lo spettacolo ispirato alle favole dei fratelli Grimm porta in scena un'antifiaba che inizia con «C'era una volta un Paese a forma di scarpa, e ora non c'è più» per raccontare l'omologazione della società dei consumi e tastare il polso ai sopravvissuti di quello che un tempo fu il Bel Paese.

Ribaltando la concezione manichea propria della fiaba e innestandovi linguaggi futuribili nel suo codice genetico arcaico, Ricci e Forte si addentrano in un mondo ormai privato di valori per analizzare il presente e magari sperare in una rinascita, in un gioco crudele e ironico che mette sotto la lente d'ingrandimento il qualunquismo, la massificazione e gli stereotipi che ci perseguitano in ogni momento della giornata. Ma, spiegano gli autori, «le nostre giornate non sono scritte dai fratelli Grimm, non hanno il lieto fine, sono senza artifici e fazioni, con i buoni da una parte, i cattivi dall'altra. No. Ci siamo noi. Fratturati. Ribaltati. Senza sconti. Grimmless. Senza Grimm, appunto». Dall'incontro con le figure di eterni adolescenti "forever young" di Cooper è nato invece "Macadamia Nut Brittle", presentato per la prima volta nel 2009 alla Garofano Verde di Roma. In scena ci sono tre uomini e una donna che rifiutano di diventare grandi, restando pervicacemente attaccati all'infanzia per non finire ingabbiati nell'ordine sociale, legati a una sessualità dilagante oltre le classificazioni come unico strumento per entrare in relazione l'uno con l'altro.

«Le mutilazioni, le punizioni corporali, il sesso reiterato fino all’estinzione nascondono una pericolosa in quanto “pura” tendenza al gioco: un gioco infantile, uno svago che abbiamo dimenticato uscendo dalle mura domestiche. Il tempo che passa, il richiamo forzato ad una maturità catalogante lasciano intravedere la sagoma sfocata di un bambino che chiede aiuto – dicono Ricci e Forte – Ed è quello che abbiamo fatto. Siamo scattati alla richiesta di soccorso gettando un salvagente in un oceano: putrido come un reality show, duro e ghiaccio come i giorni da ex illusi cresciuti».

Chiara Cecchini

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