Jak, liberi di…

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Se hai un amico in difficoltà faresti di tutto per vederlo sorridere. Quando il momento delicato si trasforma poi in problema, o dipendenza, la questione è più seria. C’è chi dal tunnel non riesce ad uscire in nessun modo, ma anche chi raccoglie tutte le sue forze e sconfigge i nemici più grandi, con il supporto di chi gli dedica una canzone con il cuore in mano. E’ il caso di “Una Speranza”, nata dalla mente di Jak, divenuto cantautore dopo tanto studio ed aver fatto parte di alcune band della Capitale (Freaky Abyss e Drunkies). Il suo progetto, che lui stesso definisce “composto da anime punk, rock e, appunto, cantautoriale” si sviluppa sullo stile Pop-Rock commerciale in italiano con leggere sfumature Alternative, l’ideale per avere un minimo di considerazione nel nostro paese. Tra un concorso e l’altro, oltre che una piccola demo, è l’album di undici tracce “Dietro La Maschera”, realizzato nel 2011, a dare veramente il via all’idea solista di Jak, da cui è stato estratto l’omonimo singolo (videoclip in preparazione). “Sto cercando un’etichetta discografica che sia interessata alla mia ultima produzione ed a quelle future – le aspirazioni di Gianluca Carrabba, in arte Jak, che dal vivo è accompagnato da una vera e propria band. “Nei miei spettacoli sarò supportato da quattro musicisti che formano i ‘The Mosh Dogs’. Punto inoltre a farmi conoscere all’estero con dei pezzi in lingua inglese”.

Oltre alle ambizioni da musicista c’è anche la voglia di inviare un messaggio attraverso musica e soprattutto parole, che sia quello di “libertà di pensiero e parola”per far sì che “le canzoni vengano interpretate liberamente da ciascun individuo attraverso la fantasia”. Il sogno nel cassetto, affatto irrealizzabile, è quello di realizzare un concept book-album ma prima c’è da promuovere il disco, con inizio a Maggio: “si partirà dai paesi dei Castelli Romani per poi toccare Roma e le altre zone del Lazio, con qualche data nelle altre regioni d’Italia”. E come sempre, tutto sarà nelle mani di tempo e destino. E talento.

Marco Reda

 

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Dietro La Maschera