“…NEXT… WON’T BE LIKE THE PREVIOUS” – Previous Next

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Simone Di Vito, Tommaso Bernacchi, Jacopo Rossi e Simona Mellone, in arte Previous Next, esordiscono nel panorama musicale underground romano con il disco strumentale di nove tracce “…Next… Won’t Be Like The Previous…”. Aldilà dell’interessante titolo, nato da un gioco di parole con il nome stesso della band, il quartetto cavalca l’onda di un genere mai pienamente considerato nel nostro paese.

Ce se ne accorge fin dalla prima traccia, “…Previous…”, una lunga intro di nove minuti in pieno stile Pink Floyd, tra il progressive ed il post rock, in cui i tratti blandi e prolissi vengono sapientemente legati ad altri più vivi e distorti, con il tentativo di proiettare fin da subito l’ascoltatore in una dimensione raffinata ed elegante. La lunga coda finale porta poi a “A Sense Of Brightness”, brano decisamente ipnotico la cui regolarità viene interrotta da improvvisi (e forse troppo azzardati) cambi di tempo. Costante principale dell’album, presente anche nelle successive “Lunatik Is On The Grass” e “Dark Shape Underneath A Steel Sky”, è l’incentrare tutto su un unico riff di chitarra prolungato per svariati minuti, intorno al quale girano armonie di basso a lenti ritmi e tappeti atmosferici di tastiere e synth. “The Night Flyer” è poi la miglior traccia del lavoro: azzeccata la minimale melodia di apertura di chitarra e basso, altrettanto le variazioni di dinamica tra strofe e ritornelli, intelligente la chiusura di synth a modalità “pioggia e vento”, che dà alla successiva “Angung Ic” la possibilità di trasportare l’ascoltatore all’interno di una casa, davanti ad un camino caldo in pieno inverno con solo un pianoforte a riempire la scena.

Kado 27”, dalla batteria più ritmata, fa da preludio alla lunghissima (quasi undici minuti) “Last Day On Earth”, ai limiti della sperimentazione musicale. Sembra come se, arrivati a quattro minuti di canzone, qualcuno abbia premuto il tasto “Rewind” per tornare indietro e riprodurre di nuovo per intero il brano stesso (che, appunto, avrebbe potuto concludersi tranquillamente dopo cinque minuti). A “rimediare” è poi la buona closing track “…Next…”,in cui l’unica pecca non dipende dai Previous Next, ma da un impreciso mixaggio della batteria (picchi acutissimi nei piatti, grancassa quasi inesistente e rullante più vicino ad una scatola di metallo che ad un tamburo).

E’ difficile di questi tempi che un disco interamente strumentale possa colpire più di tanto l’ascoltatore medio (almeno in Italia), motivo per cui il destino del post-rock è quello di restare a vita un genere di nicchia, non per grande pubblico e mainstream. Idee particolari quelle dei giovani Previous Next, da migliorare nella complessità di arrangiamenti, ma se l’intento è rispolverare percorsi arrugginiti e mai presi realmente in considerazione in Italia il tutto ha un senso. A tratti strumenti leggermente fuori tempo e qualità di registrazione non eccellente, per i più pignoli.

 

TRACKLIST

1 – …Previous…

2 – A Sense Of Brightness

3 – Lunatik Is On The Grass

4 – Dark Shape Underneath A Steel Sky

5 – The Night Flyer

6 – Angung Ic

7 – Kado 27

8 – Last Day On Earth

9 – …Next…

 

“…Next… Won’t Be Like The Previous…” è stato registrato e mixato presso il Raid Rec Studiodi Morena (RM).

 

Marco Reda

 

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