THE HISTORY BOYS, romanzo generazionale all\’India di Roma

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Dopo il debutto al National Theatre a Londra nel 2004 e la successiva trasposizione cinematografica, arriva al Teatro India "The History Boys" del celebre drammaturgo inglese Alan Bennett, nella versione pluripremiata (tre Ubu 2011 come miglior spettacolo, miglior attrice non protagonista a Ida Marinelli e nuovi attori under 30 al gruppo di giovani che interpreta gli studenti) firmata da Ferdinando Bruni e Elio De Capitani, che già lo avevano portato in scena al Teatro dell'Elfo di Milano.

Insegnante egli stesso prima di dedicarsi completamente alla scrittura, Bennet propone un complesso e affascinante romanzo di formazione, andando a indagare nel microcosmo accademico dei giovani studenti inglesi impegnati nella difficile selezione per sostenere gli esami di ammissione alle più prestigiose università del mondo di Oxford e Cambridge. Sul palcoscenico si indaga quindi il rapporto tra un gruppo di docenti e questi studenti, dal quale esce fuori un racconto analitico della società da cui provengono e dal loro sistema di valori. Nella pièce di Bennet la scuola diventa davvero non solo il luogo del sapere e della formazione accademico-professionale ma soprattutto diventa il luogo dove ci si prepara e ci si attrezza alla vita.

La storia si svolge nel 1983 a Sheffield, popolosa città dello Yorkshire famosa per le sue acciaierie e per l'università, dove un gruppo di studenti di un istituto maschile sta per iniziare l'ultimo trimestre di preparazione per l'esame di ammissione alla facoltà di Storia a "Oxbridge". Tra loro c'è leader riconosciuto della classe, il donnaiolo Dakin, insieme al fragile Posner, troppo trasparente per riuscire a nascondere il sentimento che prova per il compagno di scuola, l'ascetico Scripps, in crisi spirituale, l'islamico Akthar, il campione sportivo Rudge, l'obeso Timms, l'aspirante attore Crowther e il testardo Lockwood. Tutti loro hanno ricevuto il massimo dei voti, battendo tutti i record della scuola, e ora il preside (Gabriele Calindri, figlio del grande Ernesto) vuole che questi ragazzi raggiungano altri e maggiori risultati. Per questo decide rinforzare il pool di insegnanti illuminati che li ha guidati finora, l'eccentrico docente di inglese Hector (Elio De Capitani) e la severa Mrs Lintott, l'insegnante di storia (Ida Marinelli), affiancandoli al giovane Irwin (Marco Cacciola). Irwin ha ricevuto dal preside l'incarico di dare una "ripulita" allo stile dei ragazzi, per togliere di dosso quella patina di accademismo e perfezione tutta inglese in modo da diventare più aperti e più pronti a entrare nell'arena del grande "supermercato del sapere", senza farsi più tanti problemi sulla ricerca storica e la metodologia. Il nuovo professore viene accolto bene dagli studenti, seppur ancora affascinati dalle lezioni poco ortodosse di Hector. Il carismatico Dakin si scopre attratto da Irwin e cerca in tutti i modi di compiacerlo, arrivando persino a flirtare apertamente con lui. Ma nche Irwin nasconde debolezze e mancanze. Se Hector e Mrs Lintott puntano molto sulla formazione tradizionale dei ragazzi senza mancare però di stimolarne la curiosità e l'attenzione, l'arrivo del cinico e ambizioso Irwin spariglia le carte in tavola. Nelle lezioni di Hector domina un clima anticonformista, si passa dalle poesia di Auden e Withman ai vecchi film come "Perdutamente tua" o canzoni retrò come "La vie en rose" o "Bewitched, bothered and bewildered", mentre l'insegnante aiuta a tessere un filo invisibile ma essenziale tra i vari saperi, facendo di tutto per trasmettere ai propri allievi l'amore per la cultura e per l'apprendimento. Ma Hector cade in disgrazia, viene costretto alla pensione anticipata perché sospettato di palpeggiare gli studenti. La sua uscita di scena nel tragico finale traghetterà i ragazzi verso la vita adulta.

In scena, accanto ai “professori” Elio De Capitani, Ida Marinelli, Gabriele Calindri e Marco Cacciola, il gruppo di otto giovani premiati collettivamente con il premio Ubu: Giuseppe Amato, Marco Bonadei, Angelo Di Genio, Loris Fabiani, Andrea Germani, Alessandro Rugnone, Vincenzo Zampa e il pianista Andrea Macchi. 

Chiara Cecchini