L’ITALIA disegnata da Terranera

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A "Ballarò" la quotidianità diventa politica e Terranera disegna le minime cose, perché è lì che è più probabile trovare il vero». Così Giovanni Floris introduce il lavoro di Lorenzo Terranera nella presentazione del volume edito da Rai ERI che accompagna l'esposizione "L'Italia di Ballarò", dal 9 maggio al 2 luglio alla galleria Spazio 88 di via dei Cappellari.

Dieci anni di storia e attualità italiana raccontati attraverso le tavole dell'artista romano (classe 1968) che dopo aver iniziato la propria attività nei primi anni Novanta come scenografo per il teatro e la pubblicità e aver realizzato le illustrazioni per numerosi libri per l'infanzia, nel 2002 «ha pensato semplicemente di portare i suoi disegni a una trasmissione della Rai che nasceva in quel momento», ricorda Floris, «senza cedere alla convinzione comune che tutto, a viale Mazzini, sia nelle mani dei raccomandati e dei potenti di turno. Ci ha provato e ha fatto bene: il suo lavoro ci è piaciuto e lo abbiamo chiamato». Da allora, ogni puntata del talk show di Rai Tre è stata introdotta dalle sue tavole. I primi anni, per ogni lavoro serviva un muro largo sei metri e largo quattro, dipinto ad acrilico in mezza giornata, trasportato e rimontato in studio, come ricostruisce il sito della B5 Production, la casa di produzione fondata da Terranera nel 2009 con la quale, tra le altre cose, ha realizzato il cortometraggio di animazione in stop-motion "Sputnik 5" di Susanna Nicchiarelli, vincitore del Nastro d'Argento 2009 e "base" per il film "Cosmonauta". In seguito, il muro di mattoni costruito per ogni puntata ha lasciato il posto ai più moderni schermi digitali. La scelta della scena avviene naturalmente di concerto con la redazione del programma, si legge nel sito: «l'idea è di offrire una rappresentazione che introduca l'argomento della settimana facendo sorridere, senza fare una vignetta satirica ma restando nell'ambito dell'illustrazione, della ricerca di un'immagine che sia efficace prima di tutto emotivamente». Il risultato sono le cento tavole ad acrilico su legno e i quattrocento acquerelli che compongono la mostra. Con colori pastello, tratti fiabeschi e una buona dose di fantasia, dal 2002 Terranera ricostruisce le vicende politiche, economiche e sociali che hanno accompagnato il nostro Paese. Nel 2002, la lira era stata appena sostituita dall'euro, il secondo governo Berlusconi si era insediato da un anno, i black bloc invadevano Genova per il G8, e altro ancora.

Le immagini di Terranera hanno saputo raccontare con piccoli dettagli le vicende politiche e giudiziarie che hanno coinvolto la nostra classe dirigente, la crisi dell'euro che strozza aziende e famiglie, l'altalena dello spread che ogni giorno tiene con il fiato sospeso milioni di persone perché, come scrive Floris, «a "Ballarò" la quotidianità diventa politica e Terranera disegna le minime cose perché è lì che è più probabile trovare il vero». Perciò bastano pochi tratti abbozzati per disegnare quattro figure che tentano di salvare il libro della Costituzione dal mare di parole e frasi fatte come «sedersi a un tavolo», «dimissioni», «autorità», «intercettazioni ». O le maglie degli ingranaggi di una macchina sterile nella quale la gente viene a versare il proprio euro, sotto l'occhio soddisfatto del tecnico di laboratorio con scartoffie e chiavi inglesi in mano. L'Europa diventa una coperta patchwork su cui si accaniscono in tanti per tentare ognuno di strapparne un pezzettino, litigando come bambini.

La mostra sarà inaugurata domani alle 18.30, in concomitanza con la presentazione del volume che raccoglie tutte le opere di Terranera commentate da grandi nomi del giornalismo italiano, e saranno presenti anche Giovanni Floris, Antonio di Bella, Paolo Ruffini e Andrea Valentini. Per i bambini che sognano di imparare a fare i cartoni animati sono previsti laboratori di animazione e illustrazione in stop-motion, mentre il 22 maggio, alle 10.30, i docenti dell'Università di Tor Vergata saranno protagonisti di due incontri le quinte elementari, intitolati "E come Economia".

Chiara Cecchini
 

  

 

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