PIMP MY MARY, la madonna come una bibita in lattina

0
18

“To pimp”, ovvero abbellire. E poi “Mary”, non una qualsiasi ma la più importante delle Mary. “Pimp my Mary” è il titolo provocatorio – ma non profanatore – della nuova esposizione allestita nelle sale di Mondo Bizzarro fino al prossimo 27 maggio.

Il progetto nasce dall’esigenza di comunicare un forte dissidio e distacco dalla commercializzazione dell'icona in quanto tale. La spiritualità, per definizione “distaccamento da tutto ciò che è materiale e terreno”, sembra essere sempre più diventata consumismo. E le madonne, protagoniste della mostra in formato statuette “custumizzate”, si ergono come soldati in fila negli scaffali dei rivenditori, quasi a ricordare le lattine nei distributori automatici che vengono servite, usate e magari – e spesso – collezionate.

Così, al di là del simbolo cristiano preso a oggetto, l’indagine della collettiva parte da un presupposto fondamentale, e cioè che per molti, ormai, è più importante avere un'icona al servizio della propria immagine piuttosto che credere veramente in quello che l'immagine dovrebbe rappresentare. Ne nasce un lento appiattimento dell’individuo al “volere” convenzionato della società. E un abbandonarsi a essa che produce la perdita di coscienza della propria esistenza. Proprio come una madonna con le orecchie da coniglio.