“Slapstick Comedy” – HARI THE DROP

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Davide Chiossi, Marco Comunità, Ivan Yevtushenko, Dario De Sanctis e Leonardo Sentinelli, in arte Hari The Drop, hanno rilasciato la scorsa settimana, dopo quasi un anno di lavoro, il loro primo LP “Slapstick Comedy” che li lancia ufficialmente nell’affollatissimo mondo underground romano. Album diviso in due fasi, quello della band romana in questione: unione tra psichedelia e modernità nella primissima parte, orecchiabilità e forti rimandi all’attuale scena anglosassone nel secondo (e più largo) blocco.

Le sonorità di chitarra blues/rock ed allo stesso tempo post/grunge di “Johnny KKK” aprono l’album e la fase sperimentale del disco che si manifesta in un lungo (forse troppo prolisso) bridge strumentale, caratteristica principale anche della successiva “Green Wall”, dove i ritmi sono alti ma non c’è la vera apertura o l’innalzamento di dinamica che ci si aspetterebbe, ad esempio, dal ritornello, prima di sprofondare nel relax più totale del ponte a cura di basso, batteria e chitarre che precede il finale. Il sound si fa più moderno a partire da “Memories”, una delle migliori tracce del lavoro, una spruzzata di attualità rispetto alle canzoni precedenti che rimanda ai Coldplay per stile e struttura. La prima vera esplosione post/grunge dell’album avviene però nel ritornello di “Stall”, dal solo di basso iniziale (influenza Red Hot Chili Peppers) che introduce i soliti ritmi pacati delle strofe, prima dell’inevitabile salto dalla sedia per chi ascolta in cuffia il chorus.

Altra canzone molto radiofonica (per durata intorno ai tre minuti e affatto nascoste venature Oasis) è “SP”, così come “Bad Dreams”, dalla partenza potente con voce e strumenti distorti; inspiegabile è, tuttavia, la durata di poco più di due minuti di un brano che avrebbe potuto dare una vera scossa all’album. A spezzare il ritmo è la ballad acustica “Smile”, tutta da suonare e cantare sulla spiaggia tra gli amici con pianoforte a sostegno di voce e chitarra. Il brano più rappresentativo dello stile degli Hari The Drop è però la title-track “Slapstick Comedy”, non scontata ed in grado di unire i palati più alternativi e “radio friendly”, che dà un cambio di marcia alle non particolari “About My Mind” e “Present Tense”. L’azzeccato finale ipnotico di “Soaring Ambitions” chiude un album dalla doppia faccia, come già detto, nel quale spuntano anche gli ottimi controcanti alla voce principale, il talento del batterista Leonardo Sentinelli ed il particolare (anche se in alcuni tratti impreciso) timbro vocale del vocalist Davide Chiossi. Il tempo per migliorare c’è tutto, ma il loro è già un buon inizio.

 

TRACKLIST

1 – Johnny KKK

2 – Green Wall

3 – Memories

4 – Stall

5 – SP

6 – About My Mind

7 – Bad Dreams

8 – Smile

9 – Slapstick Comedy

10 – Present Tense

11 – Soaring Ambitions

 

Slapstick Comedy” è stato registrato presso “Chiossi Studios” e “Granito Studios”, mixato e masterizzato presso “Box Populi”.

 

Marco Reda

 

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"Memories"