UNA PELLICCETTA SFRANGIATA, quando il serial killer diventa comico

0
24

Antonello Avallone mischia le carte dei generi teatrali e tira fuori dal suo cilindro un "noir psicologico a tinte comiche" con "Una pelliccetta sfrangiata" di Daniele Falleri, in scena fino al 10 giugno al Teatro dell'Angelo.

Per non perire, per non sentirsi costretto e trafitto, un uomo sente il bisogno di liberarsi di tutte le persone della propria famiglia. Chiunque ha desiderato almeno una volta di poter cancellare amici e congiunti che ci soffocano ma – per fortuna – non tutti sono in possesso della necessaria o possibile violenza che occorre per un gesto simile.

Avallone, una vita artistica divisa tra la commedia napoletana di Scarpetta, Totò e i fratelli De Filippo e l'umorismo americano di Woody Allen, dà vita a questa improbabile figura di serial killer (un personaggio complesso ma al tempo stesso comico nei suoi intenti omicidi, affiancato da una serie di misteriose comparse) in un monologo paradossale per questo giallo tragicomico, sospeso tra grottesco, ironia e malessere esistenziale, senza mai perdere di vista il percorso psicologico del personaggio che lo porta a rompere con la vita in cui si è ritrovato incastrato.

Chiara Cecchini