Afterhours, comincia l’estate rock

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Gli Afterhours inaugurano stasera la terza edizione di “Rock in Roma”, ma non a Capannelle, come inizialmente previsto, bensì dal palco dell’Atlantico Live. Per motivi tecnici legati all’allestimento in tempo utile del villaggio dela rassegna, infatti, l’organizzazione si’è vista costretta a trasferire l’evento nell’impianto di viale dell’Oceano Atlantico.

Sarà comunque la prima serata all’insegna del rock estivo della Capitale, anche insieme ai The Afghan Whigs, gruppo alternative rock che arriva direttamente dagli Stati Uniti, che festeggia dal vivo i 25 anni di carriera. Figli della decadenza postrock degli anni Ottanta, Gli Afterhours sono diventati nel corso di questo ultimo quarto di secolo il simbolo del rock alternativo in Italia. Ma la fama degli Afterhous travalica i confini nazionali già a partire dall'album d'esordio, quel “During Christine’s Sleep” che viene segnalato come miglior disco del mese dalla rivista americana “Alternative Press” e che è valso alla band l’invito a rappresentare l'Italia al New Music Seminar di New York.

Passati rapidamente dall'inglese dei primi lavori all'italiano della cover di “Mio fratello è figlio unico” di Rino Gaetano di "Germi" (1995), il gruppo ha proseguito una scalata verso il successo con album ed esibizioni live che hanno raccolto sempre più estimatori anche nel cosiddetto “mainstream”. “Padania”, l'ultimo album di inediti (il decimo in carriera e il primo autoprodotto dalla neonata etichetta Germi) uscito ad aprile, riporta la band in classifica dopo quattro anni di silenzio, durante i quali c’è stato spazio solo per un'apparizione collettiva al Festival di Sanremo e per i percorsi alternativi intrapresi da Manuel Agnelli & co, tra esordi solisitici e progetti mecenateschi. Poco inclini al compromesso, gli Afterhours hanno contribuito a portare avanti un discorso decisamente innovativo, grazie a un sound difficilmente etichettabile che non ha paura di risultare ostico e che si è dimostrato capace di infiltrarsi in maniera inquietante nelle sporadiche "concessioni" ad atmosfere e musiche più pop, e ai testi di Agnelli, tra ironie caustiche, surrealismi affascinanti, squarci di sofferenza e visionarietà alla William S. Burroughs. Dal 1985, il poliedrico Agnelli è l'anima e la guida della band, che attualmente comprende Xabier Iriondo alla chitarra (storico componente della band rientrato di recente in formazione dopo uno stop di quasi dieci anni), Giorgio Prette alla batteria, Giorgio Ciccarelli alla chitarra e alle tastiere, Roberto Dell'era al basso e Rodrigo D'Erasmo.

Chiara Cecchini