“Grandi fotografi a 33 giri”, divi in copertina (d’autore)

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La fotografia e tutto ciò che le ruota attorno. Che nel caso della mostra dell’Auditorium, in programma fino al 29 giugno, altro non è che un disco: un 33 giri per l’esattezza. “Grandi fotografi a 33 giri” è infatti il titolo dell’esposizione, a cura di Raffaella Perna, volta a proporre un’ampia ricognizione sul rapporto tra copertina e scatto d'autore.

Attraverso una selezione di circa centocinquanta vinili provenienti dalla collezione di Stefano Dello Schiavo viene ripercorsa la storia della musica e delle cover realizzate dai grandi maestri dell’obiettivo, dagli anni Cinquanta a oggi. Ci sono Andy Warhol e Annie Leibovitz, c’è Richard Avedon, c’è Helmut Newton. E poi Robert Mapplethorpe, Ferdinando Scianna, Bettina Rheims, Herb Ritts, Irving Penn e Oliviero Toscani, solo per citarne una manciata.

Le copertine concorrono a formare l'immaginario visivo dei diversi generi musicali che rappresentano, nella più completa fusione tra professionalità e sperimentazione. Il caso più eclatante è quello dei prodotti realizzati da Lee Friedlander, che ha contribuito senza ombra di dubbio alla creazione degli stilemi fotografici del jazz. Sempre in ambito jazz sono in mostra le copertine di William Eugene Smith, Roy DeCarava, Arnold Newman, Garry Winogrand e il bellissimo close-up di Miles Davis, realizzato per l’album “Tutu” da Irving Penn. Nel contesto della musica rock, oltre alle cover fotografiche di artisti noti quali Andy Warhol o Mario Schifano, sono notevoli alcuni lunghi sodalizi artistici come quello instauratosi tra Robert Mapplethorpe e la cantante Patti Smith o quello tra Anton Corbijn e gli U2. Nel percorso espositivo ampio spazio è riservato anche ai grandi fotografi di moda, fra questi: Richard Avedon, David Bailey, Helmut Newton, Mario Testino, Bruce Weber, Ellen von Unwerth ed Herb Ritts, quest’ultimo ormai stranoto per l'album “True Blue” di Madonna (1986), con la Regina del Pop ritratta come perfetta quintessenza di quel decennio. E proprio dagli anni Ottanta autori come David LaChapelle o Pierre & Gilles hanno poi trasferito nella copertina del disco lo stile spettacolare e artificiale dei loro tableaux vivants fotografici, contribuendo così a diffondere presso un pubblico vastissimo l'eclettismo sovraccarico della loro estetica postmoderna.

L’ingresso è libero dal lunedì al venerdì con orario 17-21, e sabato e domenica dalle 11 alle 21.