KILROY live @ Le Mura – 07/06/2012

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Ci sono dei locali in cui entri, guardi il palco, strabuzzi gli occhi e ti chiedi stupito: “ma come è possibile suonare lì sopra”? Sorvolando su quanto veramente conti la musica nella maggior parte dei live club di Roma, lo stage de Le Mura sembrerebbe adatto più che altro per convegni, conferenze o, al massimo, monologhi teatrali, non per un concerto in cui la band di turno è costretta a disporsi in fila per orizzontale piuttosto che nel classico schieramento “a rombo”. Lo sanno bene anche i Kilroy, quartetto brit-pop attivo da un anno che alle 23:45, dopo lo show dei Previous Next, dà il via alla propria esibizione di fronte al vergognoso scenario di dieci persone presenti.

Il brano di apertura è una cover, “Munich”, uno di quei pezzi che ascolti mentre scegli la squadra di turno al videogioco di calcio PES, seguita dalla loro “Good Choice”, in cui il basso e gradevole timbro vocale del cantante/chitarrista Andrea Befera spicca particolarmente e dà al ritmo di chiara matrice inglese l’elemento chiave per far distinguere il pezzo. “In Your Mouth” è poi la canzone in cui emerge un’altra buona caratteristica della band, il giusto incastro tra voce principale e controcanti del chitarrista Marco Cinelli. Mentre Beniamino Ghio alla batteria è sempre più stretto e letteralmente appiccicato al muro, si prosegue con due cover, “Disorder” dei Joy Division (partenza un po’ incerta ma fedele riproduzione dell’originale, in particolare nella voce, la più difficile da “imitare”) e “Bohemian Like You” dei Dandy Warhols, in parte riarrangiata in “stile Kilroy”, per dare la scossa ad una serata che altrimenti rischierebbe di finire nella depressione generale per la povertà di pubblico.

Il gioiellino del loro Ep “A Song About Us” è il terzultimo brano dello show, eseguito in maniera pulita, senza imprecisioni vocali; nel ritornello arriva anche la tanto attesa “botta” dal basso di Lorenzo Federico che nei pezzi precedenti mancava (unico neo, la Paul Reed Smith di Marco Cinelli leggermente scordata…). In chiusura, “Evil” degli Interpol e “What Am I?”, con tanto di assolo finale di Befera alla chitarra su divagazioni di basso: non era facile restare concentrati e sereni in una serata che aveva tutte le premesse per il classico scoraggiamento da desolazione sotto lo stage ed i Kilroy hanno dimostrato di essere una band valida, con qualcosina da rivedere ma con solide basi sulle quali poggiare per crescere.

 

Marco Reda

 

1 – Munich (cover)

2 – Good Choice

3 – In Your Mouth

4 – Disorder (cover)

5 – Bohemian Like You (cover)

6 – A Song About Us

7 – Evil (cover)

8 – What Am I?

 

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