Nell\’olimpo del Metal

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Già, “Gods of Metal”. Perchè il rock, quello più duro e puro è una sorta di religione, con i suoi riti e le sue divinità. Alla Fiera di Rho dal 21 al 24 giugno si danno appuntamento gli adepti della “religione del metallo” per quattro giorni intensi di emozioni e grande musica da tutto il mondo.

Giunta alla sua XVI edizione, Gods of Metal nasce nel ’97 come evento musicale hard rock più importante della penisola, quasi sempre svolto a Milano tranne qualche parentesi a Bologna, Monza e Collegno. Per l’edizione 2012 sono attese oltre 120.000 persone per applaudire le loro amate band che si esibiscono su un palco gigantesco, di 25 metri x 18, con impianti audio da 100.000 watt e giochi pirotecnici.

Ad inaugurare la serata del 21 giugno tocca ai Manowar, che festeggiano il trentesimo compleanno del loro primo disco“Battle Hymns”. Nella stessa data si esibiscono anche Cannibal Corpse, Children of Bodom, Amon Amarth, Unisonic, Holyhell, Adrenaline Mob, Arthemis e Clairvoyants. La seconda giornata  prevede invece come band principale nientemeno che i Guns’n’Roses di Axl Rose. Si tratta di un evento importantissimo, la band mancava dall’Italia da ben 10 anni. Ma l’occasione è doppiamente rilevante, il gruppo festeggia i 25 anni dal lancio di “Appetite for Destruction”, considerato uno degli album più importanti della storia del rock, anche grazie ai suoi 35 milioni di copie vendute. Seguiranno nella stessa serata anche Sebastian Bach, Black Stone Cherry, Rival Sons, Soulfly, Ugly Kid Joe e Axe Wound.

Sabato 23 giugno tocca ai Mötley Crüe, a The Darkness e Slash featuring Myles Kennedy, ma la serata conclusiva sarà monopolizzata dal simbolo del rock più cupo e tenebroso. Ozzy Osbourne si esibirà accompagnato da Slash e Zakk Wylde con il nome di Ozzy&Friends. Il sessantaquattrenne Osborne, divenuta famoso con i Black Sabbath, ha compiuto in seguito una lunga carriera da solista. Il riscontro internazionale è stato così alto da consentirgli di giungere alla cifra record di 100 milioni di dischi venduti nel mondo. Oltre che annoverando un repertorio di soprannomi dei più foschi, come “Principe delle Tenebre”, “Il Pazzo”, “Il Padrino dell’Heavy Metal”.

Daniele Stefanoni