Mike Tyson ritorna sul \”ring” per raccontare la sua vita

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Tyson torna sul ring. Ma questa volta non per combattere. Dal 31 luglio al 5 agosto l'ex pugile e il suo amico Spike Lee debutteranno insieme al Longacre Theatre di Broadway in Undisputed Truth, il one-man show prodotto da James Nederlander nel quale, accompagnato da musiche jazz e videoclip, Iron Mike racconterà la sua storia, di boxe e non solo, così affascinante e tragica. Biglietti da 75 a 199 dollari, e chi vorrà incontrare Tyson dopo lo show dovrà sborsarne 300. «Erano anni che mi proponevano di debuttare a Broadway – ha spiegato Spike Lee nell'incontro al Longacre – col mio fratello di Brooklyn, Mike, è arrivato il momento di vincere anche sul palco».

«Sarà una storia vera di redenzione», ha aggiunto Lee, che ha visitato l'amico in carcere durante i suoi tanti arresti, «neppure Denzel Washington o Samuel Jackson potrebbero raccontarla meglio di lui». A Las Vegas, in primavera, la prima mondiale dello show diretto dal registra Randy Johnson aveva fatto il tutto esaurito. Un «rodaggio» di una settimana, in vista di una tournée che, dopo Broadway, potrebbe portare Tyson a Londra e in altri teatri del mondo. Anche a New York Tyson apparirà sul palcoscenico da solo e vestito di bianco, il volto adornato dal vistoso tatuaggio che gli contorna l'occhio sinistro, per raccontare senza reticenze e censure la storia della sua vita.

Dall'infanzia difficile (figlio di una prostituta alcolizzata e di un padre giamaicano di cui scoprì l'esistenza solo a 38 anni, è cresciuto credendosi figlio di un lenone) alla lotta contro l'alcol e la cocaina, dalla frequentazione di prostitute ai divorzi fino alla revoca – senza precedenti – della licenza sportiva per aver morso l'orecchio di Evander Holyfield durante un match. «Non sono altro che un animale, ragazzi miei», ha scherzato Tyson, eccentricamente elegante in un completo bianco e rosa «un animale cui piace mettersi in ghingheri». Il campione, oggi molto dimagrito, ha confessato di essere ancora «consumato dall'insicurezza e dal terrore della sconfitta».