Giorgia, la mamma del soul italiano

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Le luci della Cavea dell'Auditorium Parco della Musica si accendono per Giorgia, la voce più bella del pop italiano che lunedì 25 e martedì 26 inaugura l'edizione 2012 della rassegna "Luglio suona bene". Le due date romane riportano Giorgia nella Capitale dopo il tour da sold out che l'ha vista protagonista in giro per l'Italia per la presentazione del suo ultimo disco "Dietro le apparenze". Il tour di quest'inverno ha riportato infatti la cantante sul palcoscenico dopo un'assenza di tre anni, nei quali è diventata mamma del piccolo Samuel, avuto dal compagno e collega Emanuel Lo.

«Da un po' non sono in tour e il palco mi manca. Chissà come sarà, per il pubblico e per me, ritrovarsi tra le canzoni di prima e quelle del nuovo album. Non vedo l'ora», ha spiegato. Uscito a settembre 2011, "Dietro le apparenze" è rimasto per mesi nella top ten dei dischi più venduti, mentre i singoli estratti conquistavano le radio. Da "Inevitabile", in cui duetta con Eros Ramazotti, a "Il mio giorno migliore", "È l'amore che conta" e "Tu mi porti su", scritta per lei da Lorenzo Cherubini alias Jovanotti, il disco consente ancora una volta alla cantante di spaziare tra i generi, giocando con le atmosfere e affidandosi a una voce che le consente praticamente di cantare qualsiasi cosa, lasciando stupefatti per la facilità e la leggerezza con cui affronta equilibrismi e acrobazie da vera virtuosa. Nata, cresciuta e formata nei club della Capitale, dove ha iniziato ad esibirsi giovanissima insieme al padre Giulio Todrani e il suo gruppo "Io vorrei la pelle nera" e con la "Friends Acoustic Night", fin dagli esordi ha viaggiato avventurosamente tra il soul e il pop, affiancando alla black music il gusto per la melodia che è proprio della musica italiana, lasciandosi tentare anche dalle canzoni napoletane d'autore e dalla musica dance.

Giorgia è insieme "tecnica" e "cuore": con la sua voce, con il suo strumento così pregiato e curato, la cantante romana riesce a stupire ma al tempo stesso emozionare, perché dietro quella tecnica raffinata e quella dedizione quasi "monastica" alla cura, all'esercizio e allo studio, traspare un'intelligenza musicale e una sensibilità artistica come raramente se ne ascoltano. Quella stessa voce che un mito come Elton John, che la volle super ospite d'onore per il suo tour mondiale nel lontano 1995, definì «una delle più belle del mondo». Il suo talento è stato riconosciuto anche all'estero, dove ha collaborato con artisti come Anastacia, Ray Charles e il jazzista Herbie Hancock (ormai un vero amico, collaboratore, compagno di scena e di canzoni). E non a caso la rivista Billboard, la bibbia della discografia americana al pari di Rolling Stones, l'ha definita un'artista «in grado di avere lo stesso anche negli Usa».

Nei concerti all'Auditorium, Giorgia regalerà al pubblico due ore intense di spettacolo che vedranno l'artista impegnata con una scaletta "classica" ma che riserverà sicuramente delle sorprese ai suoi fan. Non potranno mancare, ça va sans dire, classici come la sanremese "Di sole e d'azzurro", scritta per lei da Zucchero (e riproposta in un'inedita e coinvolgente versione a cappella, accompagnata da un coro gospel, durante l'ultimo tour), "Gocce di memoria", inscindibile nell'immaginario dal film di Ferzan Ozpetek (e probabilmente legata al ricordo della storia d'amore con Alex Baroni) e l'immancabile, imprescindibile, amata, odiata e temuta "Come saprei". La canzone è quella che la portò al successo al Festival di Sanremo nel 1995, conquistato pubblico e critica (caso più unico che raro nella storia della kermesse canora della città dei fiori) ed è anche quella contro cui la stessa Giorgia ha più volte lottato per dimostrare che era solo un punto di partenza e non d'arrivo, perché la vita e la musica vanno avanti e si cambia e ci si trasforma.

Chiara Cecchini