LYKAION live @ Closer – 30/06/2012

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Caronte o non Caronte, il Closer di Roma fa il pienone in un caldissimo Sabato a cavallo tra Giugno e Luglio, per la presentazione dell'album dei LykaionNothin' But Death”: dopo la rumorosissima apertura dei romani HelSlave (niente male il batterista…) alle 00:30 Alessandro Sforza, Fabio Valentini, Alessandro Esposito ed Andrea Alberati salgono sul palco del live club capitolino di fronte ai propri numerosi fans per eseguire dal vivo le tracce della nuova creatura, ora finalmente disponibile per il pubblico.

E' pessima l'acustica iniziale, al momento della opening-track “Passion Kills”, con una cassa che gracchia in modo fastidioso, la grancassa della batteria con troppa punta e volumi decisamente alti. I problemi proseguono anche in “A Cold Summer Day”, con prima parte in versione “bassless” per inconvenienti tecnici al basso di Alessandro Esposito, che si riscatta alzando il volume “a cannone” dopo qualche istante di lotta furibonda con jack ed amplificatore. A tenere vivo il tutto è la presenza scenica del nuovo demonietto dell'underground romano, il frontman Alessandro Sforza, unita ad un timbro vocale rauco e caratteristico che si esalta nella successiva “Free From All Your Fears”, con il pubblico che inizia a scaldarsi sotto lo stage.

La ballad “Empty”, quella della “rassegnazione e della consapevolezza che tutto andrà sempre peggio nella vita” – come ci tiene a precisare Sforza – è una delle canzoni migliori della serata, per esecuzione e struttura in sé del brano (nonostante i settaggi acustici non ottimali). Il ritmo, poi, torna altissimo con la botta thrash metal di “The Dance” (impossibile, per la cronaca, trovare un momento in cui il bassista della formazione stia fermo da una parte…). Uno dei pezzi maggiormente in “stile Lykaion”, dopo l'esecuzione di“Fuck You (I Love Myself)”, è “Sick Love”, che contagia anche le donne in prima fila in una violenta scapocciata generale nel bridge di metà brano, fomentate ancor di più dal finale ai limiti del death metal di “Together”.

Il finale è di quelli da ricordare: il cavallo di battaglia “End Of Time”, dalla combinazione luce stroboscopica-handbanging-riff super rozzo), l'ulteriore scarica rabbiosa di “Dimenticherai”, con ultima parte cantata da un tizio del pubblico, una riproduzione fedele di “Symphony Of Destruction” dei Megadeth ed il singolone “Nothin' But Death”, il vero stile licaone, che azzanna il pubblico, si tiene la carne e sputa via le ossa con cattiveria, al termine di uno show dalle grandissima presenza scenica ed ottima risposta della gente sotto palco, a controbattere ad un'acustica purtroppo non impeccabile, e nel quale da una prima parte poco incisiva si è arrivati ad una seconda molto più accattivante.

 

Marco Reda

 

1 – Passion Kills

2 – A Cold Summer Day

3 – Free From All Your Fears

4 – Empty

5 – The Dance

6 – Fuck You (I Love Myself)

7 – Sick Love

8 – Together

9 – End Of Time

10 – Dimenticherai

11 – Symphony Of Destruction (cover Megadeth)

12 – Nothin' But Death

 

 

 

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"Nothin' But Death"