La strada rappata da Snoop Dogg

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Snoop Dogg, il re del rap della West Coast, fa tappa stasera nella Capitale con un concerto evento all’Ippodromo delle Capanelle. Dopo i Cypress Hill, “Rock in Roma” ospita quindi un altro nome di punta della scena musicale hip hop americana.

Snoop Dogg, al secolo Calvin Cordozar Broadus, nato e cresciuto sulle spiagge di Long Beach, inizia a rappare quando ancora non frequenta il liceo. Ed è proprio grazie alla musica che riesce ad allontanarsi da una realtà giovanile fatta di gang e problemi di droga. A scoprirlo è Dr. Dre, uno dei pionieri della scena hip hop e rap, e produttore discografico dal fiuto sopraffino, che nel 1992 lo fa collaborare al tema del film “Deep cover” e poi all’album “The chronic”. Visto il successo di queste prime esperienze, Dr. Dre decide di accompagnarlo fino alla rivelazione “Doggystyle”, il primo album da solista, datato 1993. Il disco schizza in testa alle classifiche con hit come “What's my name” e “Gin & Juice”, candidandosi da subito come una delle pietre miliari del gangsta rap.

Da allora la carriera di Snoop Dogg (nome d’arte ricavato dal soprannome che in famiglia gli avevano affibbiato, riferendosi al tenero e riflessivo Snoppy disegnato da Charles Schulz) non si ferma più. Dr. Dre produce anche il secondo album, “The Doggfather” (1996). Il successo non è dei più entusiasmanti ma la stoffa c'è e si vede. Anche l’annata non è delle migliori: Dr. Dre lascia la Death Row Records (il nuovo boss Suge Knight ha problemi con la legge) e soprattutto muore uno dei nomi simbolo dell’etichetta: Tupac Shakur, grande amico di Snoop (che all’ultimo Coachella festival ha duettato con un ologramma del cantante). Seguono “Da game is to be sold not to be told” (1998), “No limit to Dogg” (1999), “The last meal” (2000) e “Paid tha cost to be da boss” (dove duetta con Pharell Williams sulle note di “Beautiful”). Nel 2005 arriva il disco della conferma: “The masterpiece” (dove torna a collaborare con Pharrell Williams in “Drop it like it's hot” e canta con Justin Timberlake in “Signs”). Con il suo sound nuovo e originale, rhythm & gangsta, Snoop diventa famoso anche fuori il paese dello zio Sam e diventa anche una presenza sempre più conosciuta sulle radio e in tv.

La consacrazione ufficiale arriva nello stesso anno, quando ritira il premio come “Miglior artista hip hop” agli Mtv Europe Music Awards. La cavalcata verso il successo non conosce soste e Snoop sforna nel 2006 “Tha blue carpet treatment”, nel 2008 “Ego Trippin” e nel 2009 “Malice ’n wonderland”. L’anno successivo è la volta di un’altra collaborazione: Katy Perry nel singolo “California gurl”. La cantante dai capelli blu si aggiunge alla lunga lista di nomi internazionali che hanno collaborato con Snoop: David Guetta, Lex Luger, Kanye West, Scoop DeVille. Presenti anche Gorillaz, Bootsy Collins, Willie Nelson, Wiz Khalifa, Jeezy, E-40, John Legend e R. Kelly. E’ dell’anno scorso invece “Doggumentary”, l’ultimo disco del rapper californiano, il numero undici, che in un certo senso chiude un cerchio con “Doggystyle”, quasi ne fosse un seguito.

Chiara Cecchini