Negrita, “dannati” ma non più rock

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E’ cambiato molto nel loro modo di fare musica. Nati col nome di una canzone degli Stones, i Negrita – stasera in concerto all’Ippodromo di Capannelle – hanno attraversato tutti i Novanta con un rock duro e crudo degno del loro mentore Mick Jaggers.

Pezzi ruvidi come “Sex”, “Paradisi per illusi”, “Cambio” e “In un mare di noia” continuano a rimanere scolpiti tuttora nel cuore dei loro fan, moltiplicatisi a dismisura nel 1999, anno dell’uscita di “Reset”. Quello fu l’album forse meglio riuscito della carriera della band aretina. Un disco che arrivò a vendere oltre centomila copie, che fece da colonna sonora al film “Così è la vita” del trio Aldo, Giovanni e Giacomo, campioni di comicità (e d’incassi) all’epoca; ma soprattutto un lavoro in studio che regalò brani-perla come “Hollywood”, “In ogni atomo” e “Mama maè”, ancora oggi gettonatissimi tra vecchie e nuove generazioni del rock italico.

Quel successo, Il Successo, Pau & co. lo bissarono senza colpo ferire appena due anni più tardi, quando diedero alla luce “Radio Zombie”. Un titolo che era tutto un programma, e un programma che era “come da titolo”. Il tour totalizzò qualcosa come duecentomila presenze: duecentomila voci che in ogni angolo dello Stivale cantavano a squarciagola i pezzi cult “Hemingway”, “Non ci guarderemo indietro mai” e “Bambole”.

Eh sì, è cambiato moltissimo nel modo di fare musica dei Negrita. E moltissimo cominciò a cambiare proprio nel 2001, quando il gruppo da “speranza del rock tricolore” divenne definitivamente uno dei simboli dell’intero movimento. Il Brasile prima, l’Argentina poi: è stato il Sud America a far saltare gli schemi. I Negrita dedicarono ai due paesi latini i loro primi due album “post rock”. “L’uomo sogna di volare” (2005) e “HellDorado” (2008) segnarono così una svolta drastica, sancendo l’adozione di ritmi nuovi, caldi e salini; di ballate “salsate” e cantate “reggaeate”. Nacquero i successi-tormentone dell’estate, hit “da consumarsi preferibilmente entro il 21 settembre” che dominarono letteralmente tutti i palinsesti radiofonici. Basti pensare a “Rotolando verso sud”, “Radio Conga” e “Che rumore fa la felicità”.

E’ cambiato molto nel modo di fare musica dei Negrita. vien da dire tutto. A non cambiare mai, però, è la mole impressionante di successi e ascoltatori che la formazione accumula stagione dopo stagione, genere dopo genere, sperimentazione dopo sperimentazione. E il “Dannato vivere” tour, omonimo dell’ultimo album uscito qualche mese fa, stasera approderà al “Rock in Roma” dall’alto dei suoi 60mila spettatori in sole sei date nel 2012. Altro che dannato. 

Fra. Ga.